Top
Come evitare i problemi di salute dovuti al caldo estivo - Studio Yume
125
post-template-default,single,single-post,postid-125,single-format-standard,mkd-core-1.1,wellspring-ver-1.6,mkdf-smooth-scroll,mkdf-smooth-page-transitions,mkdf-ajax,mkdf-grid-1300,mkdf-blog-installed,mkdf-header-standard,mkdf-no-behavior,mkdf-default-mobile-header,mkdf-sticky-up-mobile-header,mkdf-dropdown-default,mkdf-full-width-wide-menu,mkdf-search-dropdown,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2,vc_responsive,elementor-default

Come evitare i problemi di salute dovuti al caldo estivo

Come evitare i problemi di salute dovuti al caldo estivo

Il termine afa indica una una particolare condizione meteorologica causata dalla contemporanea presenza di caldo eccessivo, alti tassi di umidità e assenza di vento: questo insieme di fattori che fa percepire temperature molto più elevate rispetto a quelle reali.

In estate, a causa dell’aumento delle temperature, aumenta la perdita dei liquidi corporei attraverso la pelle (perspiratio sensibilis), i polmoni (perspiratio insensibilis) e il sudore, meccanismi di termoregolazione attuati dal nostro organismo per sottrarre calore al corpo e mantenere l’omeotermia interna. Per compensare queste importanti fuoriuscite di liquidi, diminuiscono le perdite attraverso i reni e le vie urinarie. Se le perdite aumentano in modo eccessivo, e gli introiti non aumentano in modo proporzionale, il compenso è insufficiente e si può instaurare uno stato di disidratazione.

La disidratazione si verifica quando il corpo perde più acqua di quanta ne assuma. Spesso è accompagnata da alterazioni nell’equilibrio di sali minerali o elettroliti, soprattutto per quanto riguarda le concentrazioni di sodio e di potassio (sono infatti i minerali sodio, potassio e cloro ad essere principalmente contenuti nel sudore).

Un’assunzione inadeguata di liquidi a temperature elevate o durante l’esercizio fisico può impoverire le riserve d’acqua dell’organismo. Il rischio di disidratazione colpisce tutte le fasce della popolazione, tuttavia le persone maggiormente esposte sono i bambini più piccoli, gli anziani e le persone affette da malattie croniche.

La fase iniziale della disidratazione è caratterizzata da disturbi aspecifici: stanchezza, sonnolenza, irritabilità, confusione mentale. Più tipiche sono la comparsa di sete intensa, ipotensione arteriosa, ridotta elasticità della cute, secchezza delle mucose e marcata riduzione della quantità di urine.

La disidratazione è particolarmente frequente nell’anziano perché il riflesso della sete è ridotto, inoltre gli anziani non autosufficienti non sono in grado di assumere in modo autonomo la quantità di liquidi e cibo necessaria.

La frequenza con cui si urina, il volume e il colore delle urine sono probabilmente l’indicatore più attendibile e utile per conoscere il livello di idratazione dell’organismo. Se la frequenza e il volume di urina sono inferiori alla norma, probabilmente l’assunzione di acqua non è sufficiente e si è in presenza di disidratazione. Un’urina di colore giallo scuro è indicativa di cattiva idratazione, da giallo pallido a giallo chiaro indica normalità dell’equilibrio idrico (euidratazione), mentre un’urina completamente incolore indica un’eccessiva idratazione.

Un’ulteriore problematica riscontrabile nel periodo estivo è il colpo di calore, dove si assiste a un repentino incremento della temperatura corporea centrale dell’individuo associato a una risposta infiammatoria sistemica, causata dal fallimento dei meccanismi di termoregolazione. Il colpo di calore può essere determinato dalla combinazione di incrementata produzione e ridotta dispersione di calore.

Gli individui più colpiti da tale problematica sono i bambini molto piccoli, gli anziani e i non autosufficienti, le persone obese, chi pratica sport intensi senza acclimatazione, chi resta all’aperto nelle ore più calde indossando indumenti pesanti (es.: dispositivi di protezione per lavoratori); sono interessate anche persone ipertese affette da malattie cardiovascolari e respiratorie croniche, neurologiche, insufficienza renale cronica e disturbi dell’equilibrio elettrolitico.

I sintomi del colpo di calore sono: cute calda, arrossata e disidratata, arresto della sudorazione, ipotensione, aumento importante della temperatura corporea che può raggiungere i 40-42°C. I segnali di allarme che precedono questi sintomi sono: nausea, confusione, annebbiamento della vista, senso di debolezza, tachicardia, tachipnea e ronzii alle orecchie.

È necessario intervenire tempestivamente per evitare al soggetto un collasso cardiocircolatorio e disfunzioni multi-organo (muscoli, fegato, reni, polmoni, cuore) cercando di ridurre il più rapidamente possibile la temperatura corporea: si porta la persona in un posto fresco e ombroso, si applica ghiaccio sulla cute, si immerge interamente la persona in acqua fredda, si sfrega la cute con alcol, si ventila il soggetto, si tampona la cute con asciugamani bagnati, si somministra soluzione fisiologica fredda per via endovenosa. È importante, in attesa dei soccorsi, tenere monitorata la temperatura interna della persona: la rilevazione più attendibile è per via rettale.

Diversa è invece la causa del colpo di sole o insolazione, conseguenza di una esposizione del corpo diretta ed eccessivamente prolungata ai raggi del sole, in particolare sulla superficie del capo. Si tratta di un’evenienza grave, in quanto all’azione del calore sull’intero organismo si aggiunge l’effetto dei raggi solari sui vasi cerebrali, che si presenta con mal di testa, vertigini, e spossatezza, seguite da manifestazioni come febbre, pelle arrossata, nausea, convulsioni e perdita di coscienza. Il primo soccorso da attuare per la persona che ha subito un colpo di sole, è uguale a quello per il colpo di calore.

sweating_1_2716_1810_90

In generale, le principali precauzioni da adottare quando temperatura e umidità dell’aria aumentano sono:

  • bere più liquidi, soprattutto acqua, in modo “anticipato”, ovvero senza aspettare di aver sete per bere
  • se però il medico, in presenza di particolari patologie come malattia renale cronica o edema, ha dato indicazione di limitare l’assunzione di liquidi, chiedergli quanto si può bere quando fa caldo
  • sempre in presenza di particolari patologie o cure farmacologiche, chiedere al curante indicazione sui sali minerali da integrare o meno
  • evitare liquidi che contengano alcol, caffeina, non bere grandi quantità di bevande zuccherate poiché causano una maggiore perdita di fluidi corporei
  • non bere bevande ghiacciate
  • preferire pasti leggeri e di facile digestione, in modo che il sangue che scorre sulla superficie cutanea per disperdere il calore corporeo non venga richiamato eccessivamente a livello viscerale per sostenere i processi digestivi
  • prestare attenzione alla conservazione dei cibi che con il caldo incorrono maggiormente nei processi di putrefazione
  • nelle ore più calde (tra le 11 e le 15), restare in casa o in zone ombreggiate o fresche, o in ambienti condizionati
  • se non si ha un condizionatore in casa, è indicato fare una doccia o un bagno, o recarsi in luoghi vicini in cui vi sia l’aria condizionata (centri commerciali, biblioteche etc.)
  • ventilare l’abitazione attraverso l’apertura notturna delle finestre e l’uso di ventilatori
  • se si percepisce un surriscaldamento corporeo, limitare l’attività fisica, aumentare la ventilazione, usare un condizionatore se possibile
  • nella scelta dell’abbigliamento, preferire abiti chiari (riflettono la luce del sole evitando il trasferimento di energia termica), in materiali leggeri come lino e cotone; evitare materiali sintetici impermeabili, che ritardano l’evaporazione del sudore e della dispersione termica; scegliere abiti larghi e comodi, per permettere la libera circolazione dell’aria tra la pelle e l’ambiente; nel corso di un’attività sportiva o lavorativa, non cambiare i vestiti bagnati perché ciò ritarderebbe lo scambio di calore, dovuto all’evaporazione del sudore
  • se esposti al sole diretto, mitigare l’effetto con cappelli leggeri a tesa larga o parasole, con occhiali da sole, utilizzando filtri solari con protezioni ad alto spettro sulla pelle
  • evitare esercizi fisici non necessari all’aperto o in luoghi non condizionati, ed evitare l’esposizione inutile al sole diretto
  • limitare le attività all’aria aperta nelle ore mattutine o serali
  • non sostare nelle automobili ferme al sole; non lasciare mai persone, specialmente bambini o anziani, o animali domestici, nelle auto o in veicoli chiusi

In particolare per il soggetto anziano, possono essere suggerite alcune modifiche delle abitudini e dell’alimentazione da attivare durante i mesi estivi:

  • la terapia diuretica e antipertensiva deve essere continuata, ma può richiedere un aggiornamento del dosaggio da parte del medico curante
  • maggiore sorveglianza all’abbigliamento degli anziani con decadimento cognitivo che tendono a vestirsi eccessivamente, incrementando la sudorazione e riducendo la dispersione di calore
  • è utile un condizionamento ambientale che eviti di creare esagerati sbalzi termici tra ambiente interno ed esterno
  • nell’alimentazione, evitare pasti abbondanti e pesanti; è preferibile fare piccoli pasti frequenti, preferendo frutta e verdure; aumentare il consumo di cibi liquidi come minestre e frullati; ridurre grassi, sughi, formaggi secchi e fermentati, salumi troppo ricchi di grassi; indicato il gelato, preferendo preparazioni leggere e senza panna aggiunta
  • favorire l’assunzione di liquidi lungo tutta a giornata e prima del riposo notturno, non solo al momento dei pasti principali
  • se l’anziano non è pienamente autosufficiente, cibo e bevande vanno offerte attivamente

de-longhi1

Attenzione a non esagerare con l’utilizzo dell’aria condizionata, che riduce notevolmente l’umidità negli ambienti chiusi ed ha quindi un effetto disidratante sulla pelle. La disidratazione della pelle è visibile dalle labbra che appaiono riarse, dagli occhi secchi che causano prurito o dalla pelle irritabile. Quando l’aria è secca, i polmoni perdono una maggiore quantità di acqua. Se si lavora in ambienti con l’aria condizionata, si dovrebbe bere acqua o altre bevande a sufficienza per controbilanciare l’umidità che si sta perdendo.

In assenza di un condizionatore, è utile possedere un deumidificatore domestico per favorire la dispersione termica corporea: se infatti l’umidità ambientale è elevata il calore percepito è maggiore, poiché essa crea una sorta di barriera a livello cutaneo che si oppone alla perdita di calore per evaporazione del sudore.  Quando si ha la situazione contraria, ventilazione elevata e umidità scarsa, l’evaporazione del sudore è favorita, e aumenta la dispersione per convezione (perché flussi di aria fresca sostituiscono continuamente l’aria che si è riscaldata a contatto con la cute).

Condividi i nostri articoli sulle tue pagine! Non dimenticarti di citare la fonte a inizio articolo: www.studioyume.it

Chiara LancerinChiara Lancerin
Chiara Lancerin