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Effetti della Riflessologia plantare durante travaglio e parto - Studio Yume
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Effetti della Riflessologia plantare durante travaglio e parto

Effetti della Riflessologia plantare durante travaglio e parto

L’articolo scientifico “Reviewing the effect of reflexology on the pain and certain features and outcomes of the labor on the primiparous women” (Valutare l’effetto della Riflessologia plantare su dolore, caratteristiche ed esiti del travaglio in donne primipare) pubblicato nel Dicembre 2010 dalla rivista scientifica Iranian Journal of Nursing and Midwifery Research, indaga l’effetto analgesico non-farmacologico della Riflessoterpia durante il parto in donne che affrontano la loro prima gravidanza.

Nel primo stadio di ipossia uterina, il dolore del parto è influenzato da diversi fattori quali accumulo di acido lattico, dilatazione della cervice e del segmento uterino inferiore, pressione sulle tube di Falloppio, sulle ossa pelviche e i legamenti uterini; nel secondo stadio interviene la tensione dei muscoli del pavimento pelvico, vagina, perineo e vulva, e la pressione su uretra, vescica e retto.

La paura del travaglio aumenta il numero di parti cesarei non necessari (attualmente al 30% delle nascite, dati WHO); tale paura può essere gestita tramite i corsi di preparazione al parto e la programmazione di interventi analgesici, farmacologici o non farmacologici.

Gli interventi non farmacologici comprendono: massaggio, riflessologia, terapia del tocco, rilassamento, danza, terapia caldo e freddo, stimolazione sottocute dei nervi, terapia dell’acqua, shiatsu, aromaterapia e musicoterapia.

La Riflessoterapia agisce stimolando punti fisiologici e psicologici della persona: essa può essere utilizzata durante la gravidanza, al momento del parto e nel post-partum per trattare nausea e vomito, stipsi, emicranie e lombalgia, anche nel periodo di allattamento. La sua applicazione attiva la produzione di encefaline ed endorfine, riducendo ansia e dolore, inoltre produce analgesia tramite la stimolazione di punti specifici, che bloccano la trasmissione neurale del messaggio di dolore al cervello; essa pertanto può non solo ridurre il ricorso ad analgesici durante il parto, ma anche ridurre la durata del travaglio.

Nonostante il frequente utilizzo da parte del personale ostetrico di diverse tecniche di medicina complementare durante il parto (massaggio, riflessologia, terapia del tocco, terapia del caldo/freddo, terapia dell’acqua, aromaterapia, musicoterapia etc.), esistono pochi studi scientifici ben descritti condotti al riguardo della riduzione del dolore e della durata del travaglio; per questo motivo tale studio quasi sperimentale ha voluto indagare questo aspetto.

Sono state coinvolte 88 donne primipare tra i 18 e 35 anni che avrebbero partorito con parto naturale, che non avessero avuto complicanze durante la gestazione, e sono state divise casualmente in due gruppi, intervento (1) e controllo (2).

I dati sono stati raccolti tramite osservazione, esame e questionario.

Il questionario era diviso nelle seguenti parti:

  1. informazioni individuali
  2. caratteristiche ed esiti del travaglio (durata della fase attiva della primo, seconda e terza fase del parto, il punteggio Apgar a 1 e a 5 minuti dalla nascita, il grado di emorragia post-partum, parametri vitale nella prima ora dal parto ovvero nella quarta fase)
  3. rilevazione del dolore tramite lo strumento McGill Questionnaire

Nel gruppo (1) sono stati praticati 30 minuti di Riflessologia per ciascun piede (60 minuti in totale) al momento di inizio della fase attiva del parto, trattando: plesso solare, visceri digestivi, pelvi, ghiandola pituitaria, seni nasali e paranasali, estremità superiori e inferiori (esterno del piede), cordone spinale, polmoni, pettorali, ovaie, utero, tube di Falloppio, fegato, milza reni. Riflessoterapia specifica è stata inoltre somministrata a 9-10 cm di dilatazione, con infusione di destrosio/salina 1000 ml dall’inizio della fase attiva.

Nel gruppo (2) è stata somministrata all’inizio della fase attiva un’infusione di destrosio/salina 1000 ml contenente 10 unità di ossitocina, la cui dose è stata poi ripetuta.

I risultati dello studio hanno evidenziato una differenza importante tra i due gruppi in termini di intensità del dolore. Il gruppo (1) trattato con Riflessologia plantare ha potuto beneficiare di rilassamento e confort attraverso cambiamenti fisiologici, il rilascio di endorfine endogene, sensazione auto-anestetizzante, abbattimento di astenia e ansia. L’ansia è considerata un forte attivatore del dolore, della paura e della rigidità muscolare, che causano l’incremento endogeno dei livelli di adrenalina ed epinefrina, le quali esercitano nel corpo azione antagonista all’ossitocina, ostacolando l’attività dei muscoli uterini e prolungando il travaglio.

La Riflessologia invece, diminuendo i livelli di adrenalina e noradrenalina nel corpo, e aumentando invece endorfine ed ossitocina endogena, favorisce l’attività e la contrazione dei muscoli uterini, diminuendo il tempo del travaglio.

I risultati dello studio hanno inoltre dimostrato che il punteggio Apgar a 1 minuto e a 5 minuti dal parto era significativamente più alto nel gruppo (1) trattato con Riflessoterapia, questo perché dolore e paura prolungati hanno effetti sul sistema respiratorio, circolatorio ed endocrino che hanno come conseguenza un travaglio difficile, doloroso, prolungato e che può necessitare di dispositivi medici supplementari o della tecnica cesarea.

Il livello di emorragia post-partum si è dimostrato significativamente maggiore nel gruppo (2) trattato con procedura di routine, minore invece per il gruppo (1).

Si è visto inoltre che il gruppo (1) trattato con Riflessologia ha conseguito valori pressori e di frequenza cardiaca più bassi rispetto al gruppo (2), come anche i valori di frequenza respiratoria; la temperatura basale si è dimostrata più bassa nel gruppo (1), anche se la differenza non era statisticamente significativa. Il rilassamento prodotto dalla Riflessoterapia infatti causa il blocco dei messaggeri dello stress nel corpo e la riduzione dell’attività del sistema simpatico, e questo ha come conseguenza un miglioramento dei valori nei parametri vitali.

Questo studio ha pertanto confermato l’efficacia della Riflessolgia plantare nella gestione del dolore di travaglio; questa tecnica semplice ed economica può essere ben accolta da medici, personale sanitario e dalle madri poiché può limitare l’utilizzo di farmaci con conseguenti effetti collaterali, promuovendo la salute delle madri e dei neonati.

PartoConSorriso

Abstract e report scientifico sono consultabili online all’indirizzo: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3208928/

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Chiara Lancerin
Chiara Lancerin