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La somministrazione della terapia farmacologica - Studio Yume
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La somministrazione della terapia farmacologica

La somministrazione della terapia farmacologica

Quali sono le principali vie di somministrazione dei farmaci?

I farmaci possono essere somministrati:
– per via enterale (per bocca, sublinguale, rettale);
– per via parenterale, che comprende la via endovenosa, la via intramuscolare, la via intradermica, sottocutanea, transdermica;
– altre vie (topica, oculare, inalatoria).
La scelta della via di somministrazione viene effettuata in funzione dell’obiettivo terapeutico e delle caratteristiche della persona. In alcune condizioni di salute alcune vie di somministrazione possono non essere sicure o efficaci, per esempio la somministrazione per bocca non è raccomandata in caso di disturbi della deglutizione.

E’ VERO CHE LA SCELTA DELLA VIA DI SOMMINISTRAZIONE DIPENDE SOPRATTUTTO DALLE PREFERENZE DELLA PERSONA?

FALSO. La preferenza della persona per una forma farmaceutica e quindi per una via di somministrazione piuttosto che un’altra (per esempio compresse al posto di fiale intramuscolari) è un fattore che il medico considera per favorire l’aderenza alla terapia ma la scelta viene effettuata in funzione:
– delle caratteristiche del principio attivo;
– delle condizioni di salute della persona;
– dell’obiettivo della terapia.

Ciascuna via di somministrazione ha caratteristiche proprie con vantaggi e svantaggi e differisce dalle altre per il tempo di assorbimento del farmaco cioè per il tempo che intercorre da quando viene somministrato il farmaco a quando entra nel circolo sanguigno e quindi comincia a svolgere la sua azione. Inoltre alcuni farmaci per ragioni di tipo chimico possono essere somministrati solo per via enterale o solo per via parenterale quindi in alcuni casi non è possibile scegliere la via di somministrazione, che è obbligata.

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Quali sono i vantaggi della somministrazione per bocca?

L’utilizzo di farmaci per bocca (via orale) consente alla persona di assumere la terapia in autonomia.
Per una buona efficacia della somministrazione per bocca è fondamentale:
– rispettare le indicazioni fornite dal sanitario;
– ricordarsi di assumere la terapia;
– controllare che la dose e il tipo di farmaco che si sta assumendo siano corretti;
– assumere il principio attivo a stomaco pieno o vuoto a seconda delle indicazioni che gli sono state fornite dal sanitario;
– evitare la contemporanea assunzione di alcol o bevande a base di caffeina o succo di pompelmo che potrebbero interagire con il principio attivo.

E’ VERO CHE I FARMACI PER BOCCA VANNO ASSUNTI SEMPRE A STOMACO PIENO?

FALSO. In linea generale è preferibile assumere i farmaci a stomaco vuoto per favorirne l’assorbimento. In caso però di terapia con antinfiammatori o comunque di farmaci che possono provocare lesioni a livello delle mucose dell’apparato digerente (per esempio alcuni antibiotici e antinfiammatori non steroidei) occorre assumere la terapia a stomaco pieno. Inoltre i farmaci antiacido vanno presi dopo i pasti, così la loro efficacia è aumentata.

E’ VERO CHE NELL’ANZIANO NON È SEMPRE POSSIBILE SOMMINISTRARE I FARMACI PER BOCCA?

VERO. Se l’anziano ha difficoltà a deglutire (disfagia) è bene confrontarsi con un operatore sanitario (medico, farmacista, infermiere) e spiegare il problema. In alcuni casi, ma occorre sempre chiedere al medico o al farmacista, le compresse divisibili possono essere polverizzate e somministrate insieme al pasto (in un boccone semisolido). Analogamente alcune capsule possono essere aperte e può essere somministrata la polvere insieme al pasto, ma anche in questo caso occorre chiedere al medico o al farmacista.

E’ VERO CHE QUANDO SI SOMMINISTRA UN FARMACO PER BOCCA UNA PARTE DEL PRINCIPIO ATTIVO VIENE PERSA PERCHÉ METABOLIZZATO A LIVELLO EPATICO?

VERO. Il principio attivo assunto per bocca prima di essere assorbito va incontro a una serie di reazioni chimiche a livello gastrointestinale e a un processo di metabolizzazione a livello del fegato (effetto di primo passaggio) che riduce la quota di principio attivo che riesce ad andare nel sangue ed essere realmente efficace.

E’ VERO CHE I FARMACI PER BOCCA VANNO ASSUNTI SEMPRE ALLA STESSA ORA?

VERO. E’ importante assumere i farmaci sempre alla stessa ora per tutta la durata della terapia così da riuscire a mantenere in circolo una concentrazione di principio attivo costante. Assumere il farmaco un giorno a un’ora e il giorno seguente qualche ora prima o dopo comporta variazioni della concentrazione del principio attivo in circolo che possono interferire con l’efficacia della terapia. Tuttavia indicazioni specifiche sulla modalità di assunzione variano in funzione del principio attivo occorre quindi sempre chiedere indicazioni al medico sulla terapia che si sta assumendo.

E’ VERO CHE LA SOMMINISTRAZIONE PER VIA SUBLINGUALE EQUIVALE ALLA SOMMINISTRAZIONE PER BOCCA?

FALSO. Quando si somministra un farmaco per via sublinguale questo non viene deglutito ma viene assorbito dai vasi sanguigni sotto la lingua. Il vantaggio di questa somministrazione è che il principio attivo va direttamente in circolo senza passare dal tratto gastroenterico e senza essere metabolizzato dal fegato. Sono in genere somministrati per via sublinguale i farmaci che devono avere un effetto rapido, che si sciolgono immediatamente in bocca e che vengono assorbiti a livello sublinguale (per esempio i farmaci per l’angina).

Quali sono i rischi di una iniezione intramuscolare praticata in modo non corretto?

Le iniezioni intramuscolari devono sempre essere eseguite dal medico o dall’infermiere, praticare l’iniezione a un familiare senza essere stati adeguatamente formati è rischioso. L’esecuzione non corretta di una iniezione intramuscolare infatti può avere conseguenze come:
– emorragia nelle persone con disturbi della coagulazione;
– dolore;
– infiammazione del nervo sciatico;
– infezioni.

E’ VERO CHE CI SONO PIÙ TECNICHE PER ESEGUIRE LE INIEZIONI MA ATTUALMENTE UNA SOLA È LA TECNICA RACCOMANDATA?

VERO. guida_pratica_44-il-somministrazione-dei-farmaci-figura1In letteratura sono descritte diverse tecniche per le iniezioni intramuscolari ma attualmente la tecnica raccomandata è quella definita “del tratto Z”. Consiste nel tendere la cute di 3-4 cm da un lato o verso il basso rispetto alla sede di iniezione e poi inserire l’ago a 90° con un rapido movimento tipo dardo. La cute viene poi rilasciata e torna nella posizione normale. In questo modo si crea un percorso non lineare che impedisce al liquido di risalire verso il tessuto sottocutaneo. Non è invece raccomandata la tecnica standard spesso praticata anche dalle persone non competenti. Tale tecnica consiste nello stendere la cute sopra la sede dell’iniezione tra le dita della mano non dominante e nell’introduzione dell’ago a 90° utilizzando un rapido movimento tipo dardo, per minimizzare il dolore.

E’ VERO CHE MASSAGGIARE LA SEDE DI INIEZIONE DOPO LA SOMMINISTRAZIONE È UNA PROCEDURA RACCOMANDATA?

FALSO. Gli studi più recenti raccomandano di non massaggiare la sede dopo l’iniezione perché si può favorire la risalita del farmaco verso il tessuto sottocutaneo. Per ridurre il dolore si consiglia di estrarre l’ago velocemente dopo aver completato l’iniezione e applicare una pressione nel punto sanguinante.

E’ VERO CHE DISINFETTARE LA SEDE DI INIEZIONE EVITA CHE SI VERIFICHINO INFEZIONI?

VERO/FALSO. La disinfezione della cute con alcol o altri antisettici è una pratica raccomandata perché riduce la carica microbica, ma secondo gli studi non è sufficiente per evitare il rischio di infezioni. Per evitare le infezioni si raccomanda invece di utilizzare siringhe sterili, di non toccare l’ago con le mani prima di effettuare l’iniezione e in generale evitare di praticare le iniezioni se non si è adeguatamente formati per farlo.

Quando è preferibile somministrare i farmaci per via rettale?

La via rettale è da preferire:
– in caso di vomito;
– quando non è possibile somministrare il farmaco per bocca perché il principio attivo si degrada a contatto dell’ambiente acido dello stomaco;
– se la persona non è collaborante o ha problemi di deglutizione (disfagia).
In genere è una via di somministrazione utilizzata molto dopo intervento gastrico e in pediatria perché si evita l’assunzione per bocca, poco gradita ai bambini.
I farmaci che più spesso sono somministrati per via rettale sono quelli per abbassare la febbre, per la nausea e il vomito e per ridurre il dolore.

E’ VERO CHE QUANDO SI SOMMINISTRA UNA SUPPOSTA PER VIA RETTALE È BENE RISPETTARE ALCUNE RACCOMANDAZIONI?

VERO. Prima di somministrare una supposta per via rettale è importante:
– controllare che la supposta non sia troppo morbida, nel caso è utile porla in frigorifero per alcuni minuti o lasciarla in acqua fredda (prima di aprire la confezione);
– lavarsi accuratamente le mani;
– rimuovere l’involucro di rivestimento;
– lubrificare la parte alta della supposta per facilitare l’inserimento;
– inserire la supposta nel retto, affinché oltrepassi lo sfintere muscolare anale;
– rimanere fermi qualche minuto per evitare che la supposta venga espulsa;
– lavarsi le mani accuratamente.
Si raccomanda di somministrare le supposte per via rettale dopo l’evacuazione, per evitare che la supposta venga espulsa prima di essere assorbita.

Quali sono i vantaggi della somministrazione transdermica?

I sistemi transdermici consentono di far assorbire un principio attivo diffondendolo attraverso la cute ed evitando così sia la degradazione del principio attivo a livello gastrointestinale sia i processi metabolici a livello del fegato. Inoltre questa modalità di somministrazione è un sistema apprezzato dalla persona perché:
– non deve ricordarsi di assumere la terapia più volte al giorno, come invece spesso avviene per la somministrazione per bocca;
– può rimuovere il cerotto non appena si manifestano effetti negativi.

E’ VERO CHE TUTTI I PRINCIPI ATTIVI POSSONO ESSERE FORMULATI IN CEROTTI TRANSDERMICI?

FALSO. Un principio attivo per poter essere somministrato per via transdermica deve attraversare lo strato di pelle (derma), ma non tutti i principi attivi hanno le caratteristiche chimiche tali da consentire l’attraversamento di questa barriera. E’ per questo motivo che per molti principi attivi, per esempio l’insulina, non è ancora disponibile una formulazione da somministrare per via transdermica.

E’ VERO CHE POSSO APPLICARE I CEROTTI TRANSDERMICI IN QUALUNQUE AREA DEL CORPO?

FALSO. Quando si utilizzano i cerotti transdermici è importante chiedere all’operatore sanitario (medico, farmacista o infermiere) o leggere nel foglietto illustrativo le accortezze da rispettare per lo specifico principio attivo. Alcuni principi attivi devono essere applicati in prossimità dell’organo su cui devono agire mentre per altri principi attivi non c’è un’area specifica su cui devono essere applicati. In generale i cerotti:
– si devono applicare sulla pelle pulita, asciutta e senza peli in punti in cui i movimenti non creino pieghe;
– non devono mai essere applicati su mucose o ferite.
Quando si applica un cerotto transdermico è importante segnare su un taccuino la data e la zona di applicazione così da mantenere traccia dei cerotti che vengono applicati e verificare che il precedente sia stato rimosso in modo corretto.

Quali accortezze occorre avere quando si somministra un farmaco per via oculare?

Per ridurre il rischio di infezioni prima di procedere con la somministrazione di un collirio o di una pomata oftalmica è importante lavarsi accuratamente le mani ed evitare di toccare il contagocce o il beccuccio da cui fuoriesce la pomata sia con le mani sia appoggiandolo sull’occhio. Il collirio dovrebbe essere personale e non dovrebbero esservi scambi tra più persone, anche se della stessa famiglia, per evitare il rischio di contagio.

Per favorire la somministrazione si consiglia di:
– mettersi in posizione comoda, seduti oppure in piedi davanti a uno specchio oppure supini sul letto e reclinare leggermente il capo all’indietro;
– con la mano si tira leggermente la pelle sotto l’occhio verso il basso e si instilla in numero prescritto di gocce nel sacco congiuntivale.
Se si deve somministrare la pomata si procede nello stesso modo mettendo un po’ di pomata nello spazio congiuntivale tra la palpebra inferiore e il bulbo oculare. Dopo la somministrazione si chiude lentamente l’occhio più volte e si toglie l’eccesso delle gocce oculari o della pomata con un fazzolettino pulito.

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E’ VERO CHE MOLTI COLLIRI HANNO UNA DURATA LIMITATA DOPO L’APERTURA?

VERO. La data di scadenza riportata sulla confezione del collirio si riferisce al prodotto conservato integro, una volta aperti tutti i colliri vanno rinnovati dopo una quindici di giorni dall’apertura. Si segnala inoltre che molti colliri contengono antibiotici che devono essere preparati estemporaneamente e da conservare in frigorifero: questi colliri una volta aperti potrebbero avere una durata più breve (occorre sempre verificare le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo per il singolo farmaco).

E’ VERO CHE PER DARE SOLLIEVO AGLI OCCHI ARROSSATI È BENE USARE UNO DEI TANTI COLLIRI IN VENDITA COME PRODOTTO DA BANCO?

FALSO. I colliri in vendita come prodotti da banco contengono spesso sostanze vasocostrittrici che se somministrati continuativamente possono alla lunga creare problemi all’occhio. Se si soffre di arrossamento agli occhi è importante chiedere sempre consiglio al medico, eventualmente è preferibile ricorrere alle lacrime artificiali piuttosto che ad altri principi attivi.

Fonte: Federazione Nazionale Collegi Infermieri IPASVI, http://www.infermieriperlasalute.it/guide/somministrazione-dei-farmaci-id44.htm

Chiara LancerinChiara Lancerin
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