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Il linfodrenaggio manuale per il benessere del sistema linfatico e circolatorio - Studio Yume
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Il linfodrenaggio manuale per il benessere del sistema linfatico e circolatorio

Il linfodrenaggio manuale per il benessere del sistema linfatico e circolatorio

Il linfodrenaggio manuale è una tipologia di trattamento fisico nata negli Anni ’30 ad opera dei terapisti danesi Astrid ed Emil Vodder. Partendo da una breve spiegazione di cos’è il sistema linfatico e come funziona, capiremo come il massaggio linfodrenante agisce per ristabilire l’equilibrio fisico interno e la forma armoniosa esterna del corpo.

Sistema linfatico

Il sistema linfatico è da considerarsi parte integrante del sistema circolatorio sanguigno, senza tuttavia esserne in continuità anatomica, poiché si trova in varie diramazioni sul percorso del ritorno venoso.

Esso include i seguenti 4 componenti:

  1. Vasi: una rete di vasi linfatici che parte sistema_linfaticodai tessuti periferici e termina in connessione con il sistema venoso
  2. Linfa: un fluido che scorre attraverso i vasi linfatici, somigliante al plasma ma con concentrazioni inferiori di proteine in soluzione; essa nutre i tessuti e assolve anche a funzioni di riparazione e difesa, drena le scorie e assorbe i corpi grassi
  3. Linfociti: cellule specializzate che eseguono una serie di funzioni specifiche nella difesa dell’organismo
  4. Tessuti e organi linfoidi: i tessuti sono ammassi di tessuto connettivo lasso e linfociti in strutture chiamate noduli linfatici (es. le tonsille); gli organi sono strutture più complesse contenenti un elevato numero di linfociti e connesse ai vasi linfatici (es. linfonodi, milza e timo)

Vasi linfatici

I vasi linfatici trasportano la linfa dai tessuti periferici  al sistema venoso. I capillari linfatici iniziano come tasche cieche nei tessuti periferici e sono delimitati da un endotelio piatto semplice, che permette a fluidi, soluti, batteri, dendriti cellulari di fluire dentro i capillari linfatici evitando il reflusso del fluido negli spazi intercellulari (valvola a senso unico). Dai capillari linfatici, la linfa fluisce dentro vasi linfatici di calibro sempre maggiore che portano verso il tronco del corpo. Le pressioni all’interno del sistema linfatico sono estremamente basse, per cui le valvole sono essenziali per il mantenimento del normale flusso della linfa.

I vasi linfatici si svuotano, alla fine, nei dotti linfatici collettori. Il dotto toracico (terminus sinistro)raccoglie la linfa proveniente da addome inferiore, pelvi e arti inferiori, e dalla metà sinistra di testa, collo e torace; svuota la linfa raccolta nel sistema venoso in prossimità della giunzione tra la vena giugulare interna sinistra e la vena succlavia sinistra. Il più piccolo dotto linfatico destro (terminus destro), che termina in una posizione simile sul lato destro, distribuisce la linfa dalla porzione sovradiaframmatica destra del corpo, svuotandosi nella vena succlavia destra.

I linfonodi

I vasi linfatici giungono a piccoli organi  linfoidi, ab-celli linfonodi: questi vasi sono chiamati linfatici afferenti. La linfa che attraversa il linfonodo viene poi trasportata verso il sistema venoso dai vasi denominati linfatici efferenti. Quando la linfa fluisce nel linfonodo, almeno il 99% degli antigeni presenti viene rimosso; per questo motivo vanno considerati la seconda linea di difesa dell’organismo. I linfonodi sono localizzati in regioni dove possono riconoscere ed eliminare “intrusi” offensivi prima che raggiungano organi vitali del corpo (linfonodi cervicali, ascellari, lombari, pelvici, inguinali). I linfonodi producono anticorpi che distruggono i microbi e neutralizzano le tossine, ciò provoca secondariamente un rigonfiamento doloroso dei linfonodi più vicini al focolaio d’infezione; se la difesa non è vittoriosa e l’infezione non è controllata, i linfonodi rimangono gonfi e doloranti, diventando a loro volta una possibile fonte di infezione.

Funzioni

Il sistema linfatico ha le seguenti funzioni primarie:

  • Produrre, mantenere, distribuire i linfociti, responsabili della difesa specifica dell’organismo chiamata risposta immunitaria
  • Ritorno del fluido e dei soluti dai tessuti periferici al sangue, indispensabile nel mantenere il volume ematico a livelli normali e nell’eliminare variazioni locali nella composizione del fluido interstiziale; il volume del flusso è di circa 3,6 lt al giorno
  • Distribuzione di ormoni, nutrienti e prodotti di rifiuto dai tessuti di origine alla circolazione generale, per sostanze incapaci di entrare direttamente nel tessuto sanguigno attraverso i capillari (es. i lipidi assorbiti dal canale digerente)

Circolazione linfatica

La linfa scorre nei vasi linfatici grazie Linfodrenaggio-manualea diversi fattori. Il fattore principale è la contrazione dei muscoli che, comprimendo i vasi, spremono la linfa in una sola direzione, grazie alle presenza delle valvole che ne impediscono il reflusso. I vasi più grandi sono forniti di una sottile muscolatura che direziona il flusso della linfa; solitamente avviene una contrazione dei vasi ogni 2 atti respiratori. Il dotto toracico esercita un leggero risucchio sulla linfa durante la fase di inspirazione, dirigendola verso il torace. Le pulsazioni arteriose in prossimità dei vasi linfatici, premendo sulla loro parete esterna, spingono la linfa. La pianta del piede esercita una pressione sui vasi linfatici e venosi pedidei durante i normali movimenti, ciò significa che se una persona rimane a lungo ferma in piedi viene meno questa spinta fondamentale per la circolazione linfatica e venosa delle gambe. Infine, anche le pulsazioni del cuore esercitano una pressione sul dotto toracico che favorisce il movimento linfatico.

Il debito linfatico è lento (120 ml/h) e può essere ulteriormente rallentato da:

  • sonno, stanchezza
  • assenza di contrazione muscolare (ovvero scarsa attività fisica)
  • freddo
  • fatica
  • tensione nervosa, stress
  • alimentazione scorretta

La circolazione linfatica è invece favorita da attività fisica (es. camminata), calore, rilassamento, riposo, igiene alimentare.

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Linfodrenaggio manuale

Il linfodrenaggio ha lo scopo di favorire la circolazione della linfa e il suo deflusso nel circolo sanguigno, drenando e rimettendo in circolo i liquidi periferici del corpo che potrebbero, in presenza di determinate condizioni, ristagnare nello spazio interstiziale ed accumularsi fino a creare il linfedema.

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Il massaggio linfodrenante vero e proprio è sempre preceduto dalle cosiddette “aperture“, ovvero gli svuotamenti dei gangli linfatici superficiali su cui la linfa si riversa una volta messa in circolazione.

Il linfodrenaggio è un trattamento delicato e richiede precisione e dolcezza. Il ritmo del massaggio è lento, come lentamente scorre la linfa: movimenti bruschi e veloci pregiudicano l’esito del trattamento e rischiano di rallentare ulteriormente il deflusso dei liquidi.

Indicazioni

Il linfodrenaggio è indicato per le seguenti situazioni:

  • Riduzione di edemi, gonfiore, Prova-costume-inizia-il-conto-alla-rovescia_o_su_horizontal_fixedcellulite. Questi fattori si presentano in caso di stasi linfatica come conseguenza di malattie renali o epatiche, insufficienza venosa degli arti inferiori, periodo premestruale, gravidanza, termine dell’allattamento, cambi di stagione, necessità di mantenere una posizione eretta per diverse ore al giorno, postumi di traumi. La riduzione del gonfiore si associa ad una depurazione del tessuto trattato, grazie all’allontanamento di scorie e tossine insieme al ricircolo della linfa.
  • Angiologia. L’indicazione più nota del linfodrenaggio riguarda stasi linfatiche e venose a livello degli arti inferiori, in particolare nel trattamento della cellulite di cosce e bacino.
  • Stimolo immunitario e accelerazione dei processi di guarigione. Il drenaggio linfatico stimola il sistema immunitario dei linfonodi, l’allontanamento di scorie e tossine, la guarigione e la corretta cicatrizzazione delle ferite prevenendo la formazione di tessuti cicatriziali in eccesso (cheloidi), pertanto è consigliata nel periodo postoperatorio, in prevenzione alle lesioni da decubito negli anziani o nelle persone allettate per lunghi periodi, ustioni, traumi e ulcere varicose.
  • Stimolo e rieducazione del microcircolo. Aiuta a riequilibrare i difetti della circolazione periferica, caratterizzati da mani e piedi sempre freddi e dalla comparsa di geloni.
  • Pelle del viso tonica, luminosa e giovane. Il linfodrenaggio migliora la condizione della pelle, soprattutto del viso, rimuovendo le stasi linfatiche, favorendo la microcircolazione del sangue e il ricambio delle cellule epiteliali, prevenendo la formazione di borse, rughe e donando al volto un naturale aspetto liscio e luminoso.

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  • Rilassamento e favorente il sonno fisiologico. Un trattamento di linfodrenaggio eseguito a regola d’arte regala rilassamento, leggerezza, fiducia e confidenza nel proprio corpo.
  • Ortopedia. Il linfodrenaggio è utilissimogesso nella rieducazione motoria dopo immobilizzazione delle articolazioni, abbreviando i tempi di recupero funzionale e migliorandone il livello. È efficace in tutti i processi cronici che interessano ossa e articolazioni (es. l’artrosi) contrastando l’aggravarsi dei fenomeni patologici. È utile nel recupero di contusioni, epicondilite, epitrocleite, strappi muscolari, lesioni di tendini e legamenti.
  • Medicina dello sport. Il linfodrenaggio consente un più rapido recupero della muscolatura dopo lo sforzo fisico; insieme al massaggio muscolare miofasciale, è indispensabile per la prevenzione degli strappi muscolari.

Controindicazioni

Il linfodrenaggio è controindicato in caso di malattia acuta accompagnata da febbre e sintomi di infezione, poiché lo svuotamento meccanico dei linfonodi potrebbe immettere nella circolazione cariche batteriche o virali. È altrettanto controindicato in caso di neoplasia, sospetta o accertata, poiché lo svuotamento dei linfonodi potrebbe immettere nella circolazione cellule neoplastiche e diffonderle nell’organismo.

Il linfodrenaggio è controindicato in caso di asmaflebitetrombositromboflebitescompenso cardiacoiper o ipotiroidismo.

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Bibliografia:

Martini/Bartholomew, Elementi di anatomia, istologia e fisiologia dell’uomo. Pagg. 452-456. EdiSES, 2012

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Chiara Lancerin
Chiara Lancerin