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Il lavaggio epatico - Studio Yume
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Il lavaggio epatico

Il lavaggio epatico

In questo articolo la dott.ssa Federica Giocosa parla di lavaggio epatico spiegandone le indicazioni terapeutiche e il motivo per cui anche soggetti in salute possono trarne beneficio, spiega inoltre perché è importante eseguirla dopo una adeguata preparazione intestinale e depurazione linfatica, renale e parassitaria. Sottolinea inoltre come una disintossicazione fisica può favorire di conseguenza una disintossicazione mentale ed emotiva, aumentando energia e forza di una persona per favorire il cambiamento, artefice della vera guarigione.

Per la procedura dettagliata della tecnica di depurazione epatica, si rimanda al libro Guarire il fegato con il lavaggio epatico di Andreas Moritz (Macro Edizioni 2009)

Fonte: http://www.federicagiacosa.it/2016/02/11/lavaggio-epatico-istruzioni-per-luso-i-risvolti-fisici-emozionali-spirituali-della-detox-epatica/

[La tecnica del lavaggio epatico, ndr] …contraddice molti punti di vista11243079_110154832650073_2101703757_n medici moderni. E’ nell’opinione comune che i calcoli biliari si formino nella vescica biliare, e non nel fegato. Molte persone pensano, erroneamente, che i calcoli si trovino solo nella cistifellea, mentre quelli possono essere solo la minima parte di quelli che il corpo ha prodotto; il punto è che difficilmente si riescono a vedere con i raggi X perchè non sono calcificati. Una delle funzioni del fegato è quella di produrre la bile, da uno a due litri al giorno (per metabolizzare i grassi), che fa scorrere lungo il canale biliare e viene poi immagazzinata dalla cistifellea. Ma se il canale biliare è otturato dai calcoli, il fegato è costretto a produrre meno bile, procurando difficoltà nella digestione dei lipidi. Ci sono una decina di tipi di calcoli biliari che contengono principalmente cristalli di colesterolo. Possono essere verdi, bianchi, neri, gialli o rossi.

Normalmente si crede che siano pochi e non migliaia. Non sono legati a dolore o ad altri attacchi di origine biliare. È facile capire perché si pensa questo: nel momento in cui si hanno degli attacchi forti, alcuni calcoli si trovano effettivamente nella vescica biliare, sono sufficientemente grandi e sufficientemente calcificati da essere visti con i raggi X, ed hanno provocato un’infiammazione. Quando si toglie la vescica biliare gli attacchi forti scompaiono, ma le borsiti ed altri dolori e i problemi digestivi restano. Si è visto durante i lavaggi che le persone che si sono fatte togliere chirurgicamente la vescica biliare hanno sempre ed ancora molti calcoli coperti di verde e chiunque si mettesse a sezionarli vedrebbe che i cerchi concentrici e i cristalli di colesterolo sono esattamente uguali alle figure di “calcoli biliari” che si trovano nei libri di testo.

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Anche la pratica del lavaggio intestinale tramite i clisteri e le irrigazioni è una pratica che risale alla notte dei tempi, e la saggezza popolare ancora presente al tempo dei nostri nonni, faceva sì che uno dei rimedi in caso di influenza o febbre o malesseri vari fosse proprio il clisterino, che spesso era risolutivo in questi casi.

Dobbiamo però riflettere che queste pratiche utilizzate da sempre, si trovano ora ad essere rapportate su dei corpi che sono molto differenti da quelli dei nostri nonni. E quindi cambiando i corpi, anche le tecniche devono essere riviste, migliorate, ottimizzate. Il mondo in cui viviamo oggi, è molto diverso rispetto anche solo a 50 anni fa. Siamo sottoposti ogni giorno a un bombardamento di fattori stressogeni e di centinaia di sostanze che se un uomo di 100 anni fa si si trovasse catapultato a vivere ai giorni nostri sopravviverebbe per un periodo di tempo molto breve, perché il suo corpo non saprebbe come gestire tutto queste tossine, non ha gli strumenti per difendersi! Fortunatamente non è il nostro caso, perché la meravigliosa intelligenza che vive dentro di noi permette una adattabilità alle varie situazioni che a volte mi riempie di stupore. Questa adattabilità compensa tutti questi stress fintanto che il corpo ha sufficiente energia e fintanto che le vie di eliminazione delle tossine funzionano adeguatamente.

Le tossine vengono eliminate attraverso 5 vie: tramite l’intestino, il fegato, la pelle, i polmoni e i reni.

L’intestino è l’organo più importante nell’inizio del blocco di eliminazione, in quanto è una delle principali vie di accesso di molecole esterne, e un intestino che non riesce a metabolizzare e ad eliminare correttamente le tossine (e questo è a prescindere dalla regolarità intestinale) inizia a dare un sovraccarico di lavoro al fegato che nel tempo inizierà a non funzionare più nella maniera corretta, a non secernere più una bile qualitativamente e quantitativamente corretta, a infarcirsi di grasso ( il cosiddetto “fegato grasso”, da steatosi epatica) e ad avere ristagni di bile che nel tempo vanno a congestionare i dotti epatici, formando dei veri e propri calcoli. I calcoli biliari nel fegato possono costituire l’ostacolo maggiore al raggiungimento e al mantenimento di buona salute, giovinezza e vitalità; e possono in effetti essere uno dei motivi principali per cui le persone si ammalano e fanno fatica a riprendersi dalle malattie.

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Ma quali sono i segni di un fegato in difficoltà?

A differenza per esempio dello stomaco, il fegato, come anche l’intestino, non ti dice mai direttamente se è indisposto o se ha bisogno di attenzioni particolari. Ti comunica però indirettamente quando comincia a funzionare di meno. Le seguenti condizioni sono collegate ad una funzione epatica insufficiente: irritazione cutaneavista debolemovimenti intestinali poco sani, ciclo mestruale irregolaremal di testa ricorrente, inspiegabile aumento di pesoperdita di energiainvecchiamento improvviso, elevati livelli di colesteroloallergie di ogni genere, costrizione dei vasi sanguigniaddome gonfioritenzione di liquididisturbi gastrointestinalidifficoltà respiratoriememoria e concentrazione scarsedolori nelle articolazioni o in altre parti del corpo, fragilità ossea e qualsiasi altra patologia grave come cardiopatiecancrosclerosi multipladiabete o morbo di Alzheimer”. [Andreas Moritz, ndr]

Non c’è prova scientifica o spiegazione medica che possa certificare la validità del lavaggio epatico. Sono comunque certa che quando vedrete centinaia di calcoli biliari verdi, beige, marroni o neri galleggiare nel water durante il vostro primo lavaggio epatico, saprete con sicurezza di stare facendo qualcosa di estremamente importante per la vostra vita.

L’informazione che corre su internet è molto utile, anche se per quanto riguarda il discorso della salute a volte può portare informazioni incomplete e la gente spesso si trova a fare il “fai da te” con pratiche di disintossicazione che invece dovrebbero essere contestualizzate e verificate singolarmente, e il lavaggio epatico è una di queste.

Di per sé la tecnica è molto semplice e si può fare comodamente a casa propria. La cosa importante e fondamentale è che il corpo sia in grado di gestire e tirare fuori ciò che la procedura va a smuovere. Infatti se l’intestino non è in grado di smuovere i rifiuti tossiemici che gli vengono riversati dentro, se i reni e il sistema linfatico non hanno la forza sufficiente per lavorare nella maniera corretta, il lavaggio epatico si troverà a smuovere una marea di tossine di cui però il corpo non riesce a liberarsi, e che vengono smosse dal fegato per poi essere depositate da altre parti, invece che essere tirate fuori dal corpo, e rimanere magari asintomatiche per lungo periodo (ma forse anche non troppo) per poi andare di nuovo a ricreare sintomi o patologie peggiori di quelle di partenza! Subito si potrà provare un periodo di benessere, che però è solo apparente e momentaneo. Questo è ciò che ho riscontrato nella pratica clinica con molti casi di persone che avevano fatto il “fai da te“ senza una preparazione adeguata e soprattutto senza che il corpo avesse la forza sufficiente per farlo. Ancor più quando si hanno patologie importanti, come autoimmuni o oncologiche o neurodegenerative, bisogna essere accorti nell’andare a smuovere troppo, nel praticare tecniche di disintossicazione corporea, perché anche se proprio quella è la via della guarigione, si potrebbe avere una crisi di eliminazione molto forte che se non gestita nella maniera corretta potrebbe essere nociva. Ci si deve preparare a queste pratiche, per questo spesso vengono fatte in gruppo o in strutture apposta, seguiti da specialisti che sanno sempre come intervenire.

Dicevamo prima che l’intestino è l’organo principale dell’eliminazione delle scorie, e trattiene quelle che non riesce intestino-crassoad eliminare, dirigendole poi a fegato e reni. Per cui se l’intestino non fosse perfettamente funzionante, comprendiamo bene che aggiungerà le sue scorie, incapace di gestirle, a quelle del fegato, che, se liberiamo per un attimo col nostro lavaggio, tornerà presto ad intasarsi con un aggravio di lavoro: quello che l’intestino già provato non riusciva a compiere e irritato dai Sali di Epsom e da nuove scorie provenienti dal lavaggio epatico, lo sovraccarica di un lavoro che non riesce a gestire e si instaura un circolo vizioso che riconduce presto a una maggior presenza di tossine nel corpo. Che senso ha fare un lavaggio per poi nella pratica peggiorare la situazione di partenza? Chi ha studiato nel dettaglio questa tecnica ne ha considerato alcuni aspetti, e sono sicura che se fosse ancora in vita, dal momento che al giorno d’oggi ci sono problematiche diverse rispetto al passato, rivisiterebbe sicuramente alcune parti approvando quelle migliorie che nel tempo si sono rese necessarie e indispensabili.

Per questo si consiglia a tutti di partire con una pulizia intestinale profonda, seria e duratura, sia assumendo argilla o fibre, i probiotici, il magnesio cloruro, iniziando a fare clisteri con gradualità e costanza, o praticando una pulizia più profonda con l’idrocolonterapia, a cui fare seguito con reimpianto di flora batterica, con fitoterapici adeguati a sostenere sia il fegato che l’intestino. Nel frattempo è indispensabile mettere in atto un’alimentazione adeguata che inizi una lieve detossicazione epatica o se serve una detossificazione più intensa con rimedi adeguati, che possano andare a sostenere gli organi più fragili e metterli nella condizione di effettuare il loro lavoro di eliminazione.

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Fondamentale la pulizia renale e linfatica e la pulizia parassitaria, di cui spesso poco si parla. Le parassitosi sono molto più comuni di quello che si pensi, e sono incredibilmente presenti nelle patologie soprattutto autoimmunitarie e oncologiche. Ma i parassiti possono essere presenti anche in persone sane, spesso asintomatiche o con sintomi aspecifici, e i comuni test sulle feci difficilmente le identificano. Spesso queste forme risiedono a livello di colon e tenue; durante la pulizia epatica si vanno ad aprire i dotti epatici, e in quel momento, se non si fa attenzione e non si assumono i giusti rimedi, i parassiti presenti nel tenue possono risalire lungo i dotti aperti e andarsi a insinuare nel fegato. Cosa questa che sarebbe meglio evitare. Purtroppo, ho visto persone con parassitosi, di cui non erano a conoscenza, fare anche 10 lavaggi epatici a casa da soli senza la corretta procedura, e avere dopo un iniziale miglioramento, un peggioramento del loro stato di salute a cui nessuno riusciva a dare spiegazioni.

Dopo aver effettuato il lavaggio olio-di-cocco-e-limonevero e proprio che si fa nell’arco di due giorni assumendo solfato di magnesio e olio e limone, dopo una settimana di preparazione assumendo succo di mela e osservando alcune regole alimentari, occorre proseguire la pulizia linfatica e renale, per garantire l’eliminazione delle tossine. Si prosegue anche il sostegno intestinale, con probiotici se necessario. Ovviamente un’alimentazione corretta è la base per la guarigione, sia prima che durante, che dopo il lavaggio, perché altrimenti i lavaggi daranno un minimo sollievo, ma non certo un percorso di reale guarigione.

Dopo il lavaggio vi sentirete molto bene, alleggeriti da qualche sintomo (non sempre), a volte esaltati dal benessere (il lavaggio fra l’altro, rigenera il glutatione, potente antiossidante), e certamente vi sarete presi un momento di attenzione per voi e avrete compiuto un grande atto di pulizia e d’amore per voi stessi, anche se a volte è possibile che non vi sia una grande espulsione di calcoli. Questo non è un problema, perché a volte il corpo necessita di più lavaggi per iniziare a liberare quelle tossine che ha depositato accuratamente per evitare che facessero danni in circolo. Ecco perché occorre proseguire con una serie di lavaggi: una volta sbloccate, bisogna continuare a rimuovere le tossine affinchè non si depositino in altri organi. Inoltre è importante ciclicamente (almeno un paio di volte all’anno, ma ancor meglio ogni 3 mesi, ai cambi di stagione) effettuare questa pulizia perché continuando a vivere, le tossine si depositano nel corpo e risulta molto utile e fondamentale rimuoverle con regolarità per impedire eccessivi accumuli. E’ poi molto importante non avere fretta nel proseguire con la serie di lavaggi: anche in questo caso bisogna considerare caso per caso, e dare il giusto tempo al corpo, soprattutto se il lavaggio non è stato fatto nella maniera corretta: il ripetersi dei lavaggi in tempi stretti può stressare ancora di più il corpo.

Moritz nel suo libro suggerisce 1 lavaggio ogni mese circa. Io lo suggerisco ogni 3-4 mesi, in accordo anche a ciò che sostengono i Kousminiani, che lo hanno inserito insieme al lavaggio intestinale nei loro protocolli di trattamento delle patologie tumorali e autoimmuni.

Occorre tempo per far sì che il corpo integri e si assesti su nuovi equilibri. Il lavaggio epatico è inoltre una tecnica di liberazione si di tossine fisiche, ma ricordiamoci che il fisico è il substrato su cui si annida il nostro emotivo, e quindi vengono smosse anche tutta una serie di emozioni che devono essere ascoltate e integrate. Anche per questo motivo ritengo sia importante eseguire questo tipo di percorso prendendosi del tempo per sé, staccandosi dalla propria routine e farlo insieme a un gruppo che sia nello stesso processo… essere insieme permette di consapevolizzare di più anche gli aspetti emozionali, confrontarsi e accelerare il processo di integrazione e crescita. Solo in questo modo si accede a un lavoro profondo, e il lavaggio epatico o qualsiasi altra tecnica non è solo una semplice procedure fisica e meccanica di pulizia, ma diviene una grande esperienza di crescita e di cambiamento che va ad influenzare tutte le sfere del nostro essere, andando ad attuare un vero e proprio cambiamento che è quello che va ad influenzare in profondità il nostro DNA fisico ma anche spirituale, ed è lì che possiamo avere la vera guarigione.

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Il fegato è un punto di ingresso per l’energia sottile che circonda il corpo, il campo magnetico che è connesso con la nostra parte spirituale e se questo punto di ingresso è bloccato porta a esplosioni emotive. E’ un’area importante per lo sviluppo mentale e spirituale, proprio perché è uno dei principali punti di entrata di questa energia sottile. Quando c’è troppa rabbia, odio e vendetta l’energia non riesce a fluire, ed è uno dei fattori che accorciano la vita creando problemi di salute, bellezza e mentali.
Il fegato “si apre negli occhi” che sono appunto lo specchio dell’anima, la colorazione delle sclere, la forza delle unghie e dei capelli, collegati all’energia del nostro fegato.

Nella medicina ayurvedica il fegato si trova nell’elemento fuoco, simbolo di luce e calore, che plasma e trasforma, capace di mantenere il potere sotto le braci per poi riportarlo con la sua forza.
Troviamo il fegato controllato dal terzo chakra, Manipura, che in sanscrito vuol dire “gemma rilucente”, è localizzato nella regione del plesso solare.

Nella medicina cinese il fegato si trova nella loggia Legno, rappresenta la nascita, l’inizio da dove parte l’energia. Il fegato è sede dell’anima eterea, determina nell’individuo la capacità decisionale e strategica, infatti da sempre il fegato rappresenta il coraggio e la forza fisica.

Le emozioni hanno vibrazioni, ognuna di esse ha una sua particolare frequenza che entra in risonanza con alcune parti del nostro corpo: ad esempio la Paura entra in risonanza con i Reni, la Gioia con il Cuore, la Tristezza con i Polmoni, il continuo Rimuginare con la Milza/ Pancreas, e la Rabbia con il Fegato. L’eccesso di una emozione o il continuo ripetersi di uno stato emozionale, entra in risonanza con i nostri organi e li porta nel tempo in una condizione di squilibrio che può portare anche a una patologia.

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Quello che vorrei trasmettere è proprio il concetto che non è solo il digiuno, o il lavaggio intestinale o epatico o il mangiare vegano crudista fruttariano igienista o altro che porta alla guarigione, quanto anche e soprattutto un cambiamento di prospettiva interiore, una piena accettazione di se stessi, un lasciare andare le paure, i dolori, accogliere le fragilità, liberare le lacrime e tutte quelle emozioni intossicanti che ci portiamo dietro e che ci intossicano alla stessa stregua se non di più di quelle fisiche.

La disintossicazione, lo “star bene fisico” come lo intendo io è un innalzare la forza e le vibrazioni del corpo fisico per avere quella forza emotiva, psichica e spirituale per effettuare un cambiamento interno, che è il vero artefice della guarigione.

Se si abbina il lasciare andare ciò che intossica il corpo e al contempo anche ciò che intossica la mente, è lì che avviene la vera guarigione, è in quel momento che l’essere umano libera il vero  e inizia di nuovo a splendere di quella Luce che gli appartiene da sempre e che spesso viene occultata da scorie fisiche e emotive che negli anni si sono depositate.

Mens sana in corpore sano e corpore sano in mens sana. Non mi stancherò mai di ripeterlo. Siamo un tutt’uno e corpo e mente devono seguirsi, andare a braccetto lungo la via della guarigione e della felicità.

Fonte: http://www.federicagiacosa.it/2016/02/11/lavaggio-epatico-istruzioni-per-luso-i-risvolti-fisici-emozionali-spirituali-della-detox-epatica/

Chiara Lancerin
Chiara Lancerin