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Lingua bianca: quali problematiche può segnalare? - Studio Yume
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Lingua bianca: quali problematiche può segnalare?

Lingua bianca: quali problematiche può segnalare?

La lingua dall’aspetto sano è caratterizzata spesso dal colore rosa, inoltre è lucida, morbida e soffice, con piccole papille in leggero rilievo. Può tuttavia capitare di trovarsi “all’improvviso” con la lingua ricoperta da una patina bianca, senza riuscire a collegare questa manifestazione a qualche avvenimento recente.

La colorazione bianca della lingua è provocata dal deposito sulla sua superficie di cellule morte, batteri e detriti. Questa condizione può essere causata da alcuni fattori banali:

  • tracce di dentifricio lasciate dopo una pulizia dei denti frettolosa
  • uso di un collutorio a base di perossido di idrogeno (acqua ossigenata)
  • scarsa igiene orale associata a marcata disidratazione
  • assunzione prolungata di antibiotici
  • assunzione di farmaci che danno come effetto collaterale secchezza delle fauci
  • abitudine al fumo, dato che il tabacco causa secchezza del cavo orale.

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Se la colorazione bianca della lingua è causata da questi fattori, una soluzione semplice può essere utilizzare regolarmente (meglio se ogni mattina, prima di bere o mangiare) un nettalingua, ovvero uno strumento solitamente in rame (grazie alle proprietà batteriostatiche di questo metallo), ma acquistabile anche in altri materiali, attraverso il quale è possibile effettuare un’accurata pulizia della lingua. L’origine di questo raschietto è da ricercare nella tradizione medica indiana. L’utilizzo è facile e rapido: basta infatti farlo scorrere su tutta la lunghezza della lingua, dall’interno all’esterno, fino alla completa eliminazione del superficiale strato biancastro. Dopo ogni movimento è bene risciacquare il nettalingua sotto l’acqua corrente; dopo l’utilizzo è preferibile pulirlo invece con una soluzione a base di sale da cucina e aceto (oppure succo limone) ed asciugarlo infine con l’ausilio di un panno.

Dal punto di vista nutrizionale, un’alimentazione sregolata, associata ad un elevato consumo di lipidi, o al contrario un’eccessiva restrizione di alimenti con conseguente mancanza di principi nutritivi essenziali, possono causare alterazione dell’equilibrio del microbiota intestinale, la cui conseguenza è il deposito di uno sottile strato di muco biancastro sulla lingua.

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Tra le condizioni patologiche più frequenti, la lingua che presenta macchie biancastre tipiche, associate ad alterazione del biota intestinale è indice di una possibile micosi che ha alterato la normale flora batterica del cavo orale: parliamo di mughetto, una candidosi orale che in alcuni, rari casi, denota una forte debilitazione del sistema immunitario.

Placche bianche sulla superficie della lingua, con eventuali striature rosse che le conferiscono un aspetto zebrato, caratterizzano la leucoplachia, un’infezione diffusa nei fumatori accompagnata spesso da alterazione della percezione del gusto dei cibi ed un fastidio costante alla bocca; in presenza di questi sintomi è importante richiedere una visita medica, in quanto la leucoplachia è una forma precorritrice del cancro.

La scarlattina, malattia che interessa neonati ed bambini piccoli, è provocata dallo streptococco beta-emolitico del gruppo A: il suo esordio è caratterizzato inizialmente dalla cosiddetta lingua a fragola bianca poiché la lingua viene ricoperta da uno strato biancastro con delle piccole protuberanze. Dopo alcuni giorni la lingua, da bianca, si trasforma in lingua a fragola rossa poiché vengono perse le cellule epiteliali, compare edema delle papille, e la lingua assume un aspetto morbido e vellutato. Dopo una settimana, la lingua torna a riprendere un aspetto normale.

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La medicina tradizionale cinese, in linea generale, inquadra la patina bianca presente sulla lingua come una disfunzione dello stomaco; lo stesso aspetto può dipendere talvolta dall’umidità esterna e dal freddo (termini che indicano una precisa manifestazione nel campo di MTC), tant’è che si parla di sindrome da freddo.

Secondo il professor Marcello Monti, docente di Dermatologia all’Università di Milano, “non sempre la lingua bianca comporta una patologia seria in corso, anche se nella maggior parte dei casi è legata a patologie o malesseri transitori che interessano l’apparato digerente: disturbi gastrointestinali, reflusso gastroesofageo, lo stress, l’affaticamento stagionale, il cambio di stagione, una febbre transitoria, ma anche una banale indigestione possono far mutare colore alla lingua da un bel rosa “sano” a un bianco più o meno uniforme».

Nei bambini, come per gli adulti,rosolia-e-scarlattina la lingua bianca può comparire in caso di inadeguata igiene orale, o come reazione a un collutorio contenente perossido di idrogeno; può comparire inoltre in presenza di mughetto o di leucoplachia. Nei bambini, la leucoplachia è favorita da traumi cronici e irritazioni (denti cariati o scheggiati, apparecchi odontoiatrici etc.), deficit nutrizionali, anemia, allergie, infezioni e stati di immunosoppressione.
Nel bambino, la lingua bianca compare in caso di carenza fisiologica di saliva nella bocca, facendo apparire di conseguenza la mucosa linguale secca e pallida.
La manifestazione si verifica anche in caso di raffreddore o altre affezioni respiratorie che costringono il bambino a respirare con la bocca, asciugando il cavo orale; anche la febbre, causando disidratazione, può dare lo stesso effetto. Curare questa manifestazione significa quindi soddisfare le esigenze che essa segnala: bere con maggiore frequenza acqua, succhi di frutta, tisane etc.

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Chiara Lancerin
Chiara Lancerin