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Il massaggio in ospedale pediatrico per la promozione del benessere del bambino ricoverato - Studio Yume
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Il massaggio in ospedale pediatrico per la promozione del benessere del bambino ricoverato

Il massaggio in ospedale pediatrico per la promozione del benessere del bambino ricoverato

Le tecniche di medicina complementare e alternativa (CAM) sono sempre più utilizzate, ad integrazione delle terapie tradizionali, negli adulti e nei bambini; in particolare il massaggio ha un ruolo importante nel trattamento del dolore e può contribuire a ridurre i livelli di ansia e stress.

Circa un secolo fa Georg Groddeck, medico psicoanalista, fondatore delle Psicosomatica, cominciò ad occuparsi di questa pratica, focalizzando il suo interesse sul coinvolgimento multisensoriale prodotto dal massaggio: udito, vista, olfatto e tatto vengono sollecitati contemporaneamente nel momento del contatto operatore-bambino. In questo modo il bambino viene sensibilizzato nei confronti del proprio corpo ed aiutato a prendere consapevolezza della propria fisicità, fattore importante per promuovere il processo di autoguarigione (Voormann e Dandekar, 2003).

Il massaggio è un momento di contatto e di comunicazione tra due individui, e ancor più profondamente, un atto d’amore: la sua diffusione anche in contesti sanitari complessi, quali gli ospedali pediatrici, può contribuire significativamente al processo di umanizzazione delle cure. L’ambiente ospedaliero viene vissuto dal bambino come ostile e androgeno: la presenza di attività e di fattori che parlino il linguaggio del bambino gli consentono di trovare nuovi modi di esprimere le sue tensioni e i suoi vissuti e quindi di proiettare fuori di sé le tensioni negative scatenate dalla malattia. Il massaggio, mediante il contatto fisico, attiva il canale comunicativo corporeo, che nel bambino è molto sviluppato e gli consente così di vivere un’esperienza cognitiva ed emotiva attraverso una modalità comunicativa a lui familiare, rispetto agli stimoli dell’ambiente ospedaliero per lui insignificanti o talora anche aggressivi. Questo consente di trasmettere al bambino e alla sua famiglia l’attenzione del contesto ospedaliero non solo verso il corpo da curare, ma anche verso le emozioni, gli stati d’animo ed entro un certo limite anche verso i suoi bisogni spirituali, aspetti che contribuiscono al delicato percorso di cura e guarigione.

Diversi studi internazionali anche recenti hanno approfondito gli effetti benefici del massaggio sui bambini ricoverati. La ricerca di O’Flaherty (2012) sui bambini ustionati dimostra come il massaggio abbinato ad aromaterapia svolga un importante ruolo di approccio non farmacologico nel ridurre significativamente i livelli di stress nei bambini ustionati. Ad analoghi risultati giunge lo studio di Gürol (2010) che sottolinea come anche gli operatori sanitari siano favorevoli all’utilizzo delle tecniche non farmacologiche nella terapia dei pazienti con ustioni.

La ricerca di Suresh (2008) condotta in un ospedale pediatrico americano ha indagato la reazione di un campione di bambini e adolescenti con dolore cronico, a cui veniva offerta la possibilità di ricevere un massaggio, in aggiunta alle normali terapie. I bambini riportarono nel post-trattamento un miglioramento significativo nei livelli di angoscia, sofferenza, tensione, disagio e sconvolgimento dello stato emotivo.

Già dal 1996, presso la Clinica Pediatrica di Padova, esistono programmi di massaggio offerti ai bambini ricoverati e alle loro famiglie da parte di operatori specializzati, presenti settimanalmente a titolo volontario nei reparti di cura.

Tali attività rientrano in un programma più ampio di interventi organizzati dal Servizio Gioco e Benessere in Pediatria che attraverso l’opera di volontari, psicologi ed educatori specializzati, dall’anno 2000 si occupa di realizzare, promuovere e monitorare tutte le attività di tutela della salute globale del bambino e di promozione del benessere del piccolo ricoverato. Grazie alla collaborazione tra il Servizio e le Associazioni culturali, a cui afferiscono gli operatori del massaggio, sono stati avviati alcuni protocolli di studio con lo scopo di valutare gli effetti del massaggio sui bambini ricoverati e sui loro genitori in termini di coinvolgimento, gradimento e risposta fisiologica.

Tra luglio 2010 e marzo 2012 è stato effettuato un programma di massaggio (shiatsu e ayurveda) su un campione di 209 pazienti di età compresa tra 0 e 14 anni, ricoverati presso la Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Nel 75% dei bambini trattati la causa di ricovero era una patologia acuta, in prevalenza di tipo respiratorio, con una durata del ricovero variabile da pochi giorni fino ad oltre un mese, in un quarto dei casi. Durante il trattamento veniva osservato e registrato su apposite schede il comportamento del bambino e veniva poi chiesto al genitore di esprimere il suo punto di vista  sul massaggio che il figlio aveva appena ricevuto. Inoltre sono stati rilevati, in modo non invasivo, i principali parametri vitali del bambino (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e il dolore) prima e dopo il trattamento, al fine di evidenziare eventuali variazioni fisiologiche indicative dell’incremento dello stato di rilassamento del bambino massaggiato.

I risultati emersi sono stati molto incoraggiati circa l’impatto del massaggio come fattore di benessere psico-fisico per il bambino ricoverato e la sua famiglia. Infatti, nella quasi totalità dei casi, il bambino ha dimostrato gradimento per il massaggio, portando a termine un trattamento della durata media di 16 minuti. Circa un terzo (27,5%) dei bambini più piccoli, d’età inferiore ad un anno, si addormentavano a seguito del massaggio, manifestando così l’effetto rilassante evocato dal tocco regolare ed esperto dell’operatore; i bambini e ragazzi più grandi, invece, arrivano ad instaurare una relazione positiva con l’operatore che li massaggiava, parlando ripetutamente con lui dei loro interessi e sorridendo.

Anche le variazioni dei parametri fisiologici rilevati hanno confermato questa tendenza: i valori medi di frequenza cardiaca durante il trattamento diminuiscono del 5-8% nella fascia d’età 1-5 anni, e del 12-15% nei bambini dai 6 agli 11 anni.

Il punto di vista del gruppo di genitori intervistati (114 questionari raccolti) concorda con l’impatto positivo delle tecniche complementari ed alternative sulla presa in carico globale del paziente pediatrico: il 60% considera il massaggio “efficace per far stare meglio il bambino”, avendo notato come il proprio figlio si sia rilassato e abbia gradito molto il massaggio durante il ricovero. Alla domanda “Pensa che sarebbe utile per suo figlio ricevere un’altra seduta di massaggio?”, le risposte prevalenti dei genitori sono state: “Sì, ho visto il bambino stare molto calmo”, “Sì, perché ha dormito meglio” oppure “Sì, perché oltre a medicine, dottori e infermieri, in ospedale ha bisogno anche di rilassarsi e sentirsi bene”.

Nella nostra esperienza abbiamo potuto osservare che il bambino ricoverato in Ospedale, cioè in una situazione di particolare fragilità e di perdita dei riferimenti rassicuranti, può trarre molto giovamento dall’esperienza del massaggio. In un contesto così estraneo ed aggressivo per il bambino, il massaggio “parla al suo corpo” e tramite esso arriva alla dimensione psichica, trasmettendole sicurezza e accudimento, riducendo l’ansia e la tensione emotiva, facilitando il rilassamento ed il sonno. Il massaggio diviene cioè un utile fattore protettivo per il rinforzo della parte sana del bambino malato e per promuovere il benessere generale del bambino ricoverato.

Dott.ssa Silvia Guerra, Psicologa Psicoterapeuta

Dott. Salvatore Sechi, Psicologo

Dott. Carlo Moretti, Pediatra, Neonatologo, Neuropsichiatra infantile

Responsabile Servizio Supporto delle cure e del benessere del bambino ricoverato

Clinica Pediatrica – Azienda Ospedaliera di Padova

Fonte: Fogarollo M., Shiatsu e Bimbi. Editore Shiatsumilano.it S.r.l. (2009)

Chiara Lancerin
Chiara Lancerin