Top
Guarire la permeabilità intestinale: il primo passo - Studio Yume
6102
post-template-default,single,single-post,postid-6102,single-format-standard,mkdf-bmi-calculator-1.0,mkd-core-1.1,wellspring-ver-1.5,mkdf-smooth-scroll,mkdf-smooth-page-transitions,mkdf-ajax,mkdf-grid-1300,mkdf-blog-installed,mkdf-header-standard,mkdf-sticky-header-on-scroll-up,mkdf-default-mobile-header,mkdf-sticky-up-mobile-header,mkdf-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2,vc_responsive

Guarire la permeabilità intestinale: il primo passo

Guarire la permeabilità intestinale: il primo passo

Questo articolo è il terzo di una serie di approfondimenti sulla disbiosi intestinale. Nella nostra ricerca, abbiamo apprezzato i contenuti del sito iyashiwellness.com e ne proponiamo una traduzione integrale.

Il primo passo per guarire dalla sindrome da iperpermeabilità intestinale secondo l’approccio delle 4 R è rimuovere tutte quelle sostanze che causano infiammazione e danneggiano la membrana intestinale. Queste sostanze sono allergeni alimentari derivanti da mais, soia, frumento, latticini, glutine, frutta secca, uova, solanacee e semi.

È importante sottolineare che la maggior parte di questi alimenti, come frutta secca, semi, solanacee, uova e perfino alcuni prodotti caseari, possono essere reintrodotti nella dieta quando l’intestino è stato sanato completamente. Alimenti OGM trattati con glifosato (Roundup) sono da tempo sospettati di danneggiare fortemente la membrana intestinale, è perciò importante ricordarsi di evitarli il più possibile, insieme a tutti gli alimenti trattati con pesticidi: questi alimenti non potranno essere reintrodotti nella dieta, a differenza dei primi sopra citati.

La fase della rimozione prevede inoltre la rimozione graduale di quei cibi che scatenano processi infiammatori nel corpo, come prodotti da forno, cibi raffinati, zucchero, fruttosio, sciroppo d’agave, succhi di frutta, bevande zuccherate, carni da produzione industriale che tendono a contenere molte tossine e grassi pro-infiammatori, burro non biologico e prodotti caseari contaminati da rBGH (ormone della crescita ottenuto da bovini geneticamente modificati). Capisco che questo cambiamento possa sembrare impossibile all’inizio, ma vi assicuro che è più facile a farsi che a dirsi.

Finché si pratica l’approccio delle 4 R per guarire l’intestino, è meglio concentrarsi sui cibi che possono far parte della propria dieta: molte persone scoprono che, sostituendo i cibi raffinati con alimenti freschi che nutrono davvero il loro organismo, la loro dieta diventa più varia e ricca di gusto. Questi ultimi cibi sono, per esempio: bovini allevati a terra nutrendosi di erba, pesce selvatico, burro chiarificato, olio di cocco, verdure a foglia verde, verdure della famiglia delle crucifere, verdure fermentate come il kimchi e crauti, miso, kefir, kombucha, batate, bacche biologiche, e altri alimenti che si possano acquistare direttamente dal produttore locale. Alimenti freschi che non abbiamo viaggiato per lunghe tratte contengono una dose maggiore di micronutrienti che il corpo richiede per funzionare in modo ottimale. Di conseguenza, ci si sentirà maggiormente appagati e soddisfatti dopo un normale pasto, perché il corpo avrà ricevuto ciò che veramente gli serve.

Un altro elemento da contrastare nella prima fase del protocollo di riparazione intestinale è la sindrome da iperproliferazione batterica (SIBO) o parassitaria dell’intestino tenue. Anche nelle società industrializzate, possono verificarsi infezioni parassitarie di vario tipo (verme solitario, ascaride). Tuttavia, l’infezione parassitaria più diffusa a cui possiamo assistere è la disbiosi intestinale, che spesso si manifesta in seguito a un ciclo di cura antibiotica combinato a una dieta povera in fibre ed eccedente in zuccheri semplici e cibi raffinati. Questi elementi determinano uno sconvolgimento del delicato equilibrio del microbiota intestinale, eliminando batteri benefici e dando nutrimento a quelli dannosi. Per rimuovere i microrganismi parassitari è necessario un approccio erboristico mirato che comprende alimenti ed erbe antiparassitarie, come aglio, acido caprilico, estratto di assenzio, berberi, estratto di semi di pompelmo, noci nere, il tribulus terrestris, e altri elementi utilizzati frequentemente in Medicina Cinese.

Nel prossimo articolo di questa serie, verrà spiegato come sottrarre gradualmente dalla propria alimentazione cibi raffinati, coloranti artificiali, conservanti e altri additivi alimentari utilizzati dall’industria. Questa fase, la “rimozione”, è di per sé di grande beneficio per rinforzare le funzioni cognitive ed eliminare cefalee croniche, problemi di stomaco e disfunzioni comportamentali, perciò può valere la pena di intraprenderla.

Per leggere il primo articolo di questa serie sulla permeabilità intestinale, cliccare il seguente linkhttp://studioyume.it/2017/05/11/leaky-gut-cosa-si-tratta/

Per leggere il secondo articolo: http://studioyume.it/2017/06/23/la-pearmibilita-intestinale-medicina-tradizionale-cinese/

Chiara Lancerin
Chiara Lancerin