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Un approccio alimentare ai disturbi del comportamento: la Dieta Feingold - Studio Yume
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Un approccio alimentare ai disturbi del comportamento: la Dieta Feingold

Un approccio alimentare ai disturbi del comportamento: la Dieta Feingold

Questo articolo è il quarto di una serie di approfondimenti sulla disbiosi intestinale. Nella nostra ricerca, abbiamo apprezzato i contenuti del sito iyashiwellness.com e ne proponiamo una traduzione integrale.

Molte persone non hanno ancora realizzato che il cibo di cui si nutrono, e che propongono ai loro figli, ha un forte impatto sul loro comportamento e sull’insorgenza di sintomatologie mentali e fisiche. C’è molto di più della semplice affermazione di “troppi zuccheri nella dieta”. Piccole quantità di coloranti e aromi artificiali, conservanti e additivi alimentari sono correlati all’insorgenza, in individui predisposti, delle seguenti situazioni:

  • sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)
  • disturbo dell’apprendimento
  • disturbo ossessivo compulsivo
  • disturbo oppositivo provocatorio
  • disturbo bipolare
  • depressione
  • sindrome di Tourette
  • ritardo dello sviluppo
  • asma
  • infezioni croniche dell’orecchio
  • ipersensibilità a luci, rumori o al tatto
  • nistagmo oculare (movimento rapido, ripetitivo e involontario degli occhi) e strabismo

Bambini e adulti particolarmente sensibili possono provare una sensazione di eccessiva irritabilità se esposti a tossine ambientali ed additivi alimentari. Prestare molta attenzione agli ingredienti presenti nei cibi può prevenire reazioni di rabbia/aggressività e altri sintomi correlati al comportamento.

La dieta Feingold nasce negli anni ’60, quando il dr. Feingold iniziò a correlare alcuni aspetti comportamentali con la dieta. In quegli anni, i medici convenzionali ritenevano che alcuni bambini, specialmente di sesso maschile, fossero iperattivi di natura; ma i genitori che hanno assistito alla trasformazione del comportamento del proprio figlio grazie alla dieta Feingold possono affermare che ciò era profondamente scorretto. Ai nostri giorni, la maggior parte dei medici convenzionali concorda sul collegamento tra dieta e comportamento.

Ai bambini non era solito somministrare farmaci per curare l’ADHD, in quanto questi farmaci sono anfetamine; si riteneva inoltre che il cambiamento delle abitudini alimentari fosse la migliore terapia. Ma dagli anni ’90 in poi, farmaci stimolanti come Ritalin o Adderall vennero introdotti nel mercato e prescritti con leggerezza, senza considerare il problema della dipendenza e degli effetti collaterali.

La scelta di somministrare anfetamine ai propri figli per trattare l’ADHD non è adatta per quei genitori più orientati verso l’approccio delle terapie naturali o di origine orientale. Suggerisco con forza di provare la dieta Feingold, che elimina i cibi contenenti:

  • coloranti artificiali
  • aromi artificiali
  • aspartame
  • saccarosio
  • conservanti artificiali
  • additivi alimentari non raccomandati (glutammato monosodico,  benzoato di sodio, nitriti/nitrati, solfiti etc.)
  • aspirina (contenente salicilato)
  • cibi contenenti salicilati (frutta essiccata, datteri, olive peperoncini i pomodori in scatola)

È vero che gli additivi alimentari non sono una novità nella produzione alimentare, ma casi di ADHD e altri disturbi comportamentali sono in aumento; negli anni ’60, inoltre, i bambini non introducevano additivi alimentari ad ogni pasto, e nemmeno ogni giorno. Potevano mangiare occasionalmente un lecca lecca o un dolcetto alle feste di compleanno, o in occasione di una gita in città per un evento speciale. I bambini di oggi però introducono una dose di additivi alimentari a colazione sotto forma di cereali da colazione, e succhi di frutta confezionati, a merenda a scuola sotto forma di biscotti o ciambelle. A pranzo assumono nitriti/nitrati dalla carne, conservanti e facilitatori di lievitazione nel pane dei sandwich, glutammato monosodico nelle patatine in sacchetto. Poi alla sera, finalmente a casa per mangiare il piatto “fatto in casa”, assumono verdure condite con margarina insaporita artificialmente, riso con condimento artificiale, pesce conservato con E 319 (butilidrochinone terziario, TBHQ). Quella che può sembrare a prima vista una cena salutare, può rivelarsi un agito aggressivo che attende di esplodere.

Il primo passo per aiutare i propri figli è leggere tutti gli ingredienti presenti in tabella prima di comprare qualsiasi prodotto, anche vitamine e medicinali da banco. Se c’è un ingrediente di cui non si è sicuri, è meglio rimandare l’acquisto fino a quando non ci si è informati su quell’ingrediente. Se un ingrediente ha un nominativo che ricorda la chimica più che l’alimentazione, è buona regola ritenere che non è un ingrediente desiderato dal nostro corpo e da quello dei nostri figli.

Di seguito, il link a un video dell’Istituto Feingold che spiega come i nostri bambini possono assumere quotidianamente, grazie all’onnipresenza di cibi raffinati, conservanti e coloranti alimentari:

https://www.youtube.com/watch?v=Uptp94xLchk

Per leggere il primo articolo di questa serie sulla permeabilità intestinale, cliccare il seguente linkhttp://studioyume.it/2017/05/11/leaky-gut-cosa-si-tratta/

Per leggere il secondo articolo: http://studioyume.it/2017/06/23/la-pearmibilita-intestinale-medicina-tradizionale-cinese/

Per leggere il terzo articolo: http://studioyume.it/2017/07/05/guarire-la-permeabilita-intestinale-primo-passo/

Chiara Lancerin
Chiara Lancerin