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Enzimi, aminoacidi, vitamine, sali minerali, erbe cinesi: la fase "rimpiazzare" - Studio Yume
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Enzimi, aminoacidi, vitamine, sali minerali, erbe cinesi: la fase “rimpiazzare”

Enzimi, aminoacidi, vitamine, sali minerali, erbe cinesi: la fase “rimpiazzare”

Questo articolo è il settimo di una serie di approfondimenti sulla disbiosi intestinale. Nella nostra ricerca, abbiamo apprezzato i contenuti del sito iyashiwellness.com e ne proponiamo una traduzione integrale.

Prima di leggere questo articolo, se già non l’avete fatto, consiglio di consultare le prime 6 pubblicazioni di questa serie sulla permeabilità intestinale: solo in questo modo le informazioni a seguire vi potranno essere davvero utili! (link in calce a questo articolo ⬇︎)

La regola delle 4R per guarire la permeabilità intestinale comprende: RIMUOVERE, RIMPIAZZARE, REINOCULARE, RIPARARE. La pratica clinica mi ha permesso di constatare che le persone che non riescono a risolvere l’iper-permeabilità intestinale tendono o a concentrarsi troppo sulla fase di “rimozione”, tralasciando le fasi successive, o a barare sul primo step e concentrarsi solo sugli ultimi. È imprescindibile passare attraverso l’eliminazione di cibi raffinati e modificati geneticamente, di glutine, frumento e altri cibi pro-infiammatori che danneggiano il microbiota intestinale, ma non per questo i passaggi successivi sono da prendere sottogamba.

La fase del “rimpiazzamento” comporta di apportare nell’intestino gli enzimi digestivi che non vengono prodotti naturalmente in quantità ottimale:

  • acido cloridrico e pepsina per la digestione delle proteine
  • lipasi per la digestione dei grassi
  • amilasi per digerire i carboidrati
  • cellulasi per rompere le membrane cellulari di lieviti e batteri

Questa fase può includere inoltre l’introduzione di:

  • amminoacidi per la detossinazione e la riparazione dei tessuti
  • vitamine e sali minerali per sopperire alla carenza di micronutrienti
  • rimedi erboristici da Medicina Tradizionale Cinese per trattare gli squilibri organici (zang-fu)

Poiché la capacità intestinale di digerire e assimilare micronutrienti può essere ostacolata, può essere necessario assumere dosaggi più elevati o somministrare iniezioni vitaminiche. In un intestino sano certe vitamine, come ad esempio la vitamina B, vengono prodotte dai batteri benefici che lo popolano; tuttavia in un intestino in difficoltà, danneggiato da antibiotici, FANS, cibi pro-infiammatori o geneticamente modificati, la vitamina B va assunta tramite integrazione esterna sotto forma di supplementi o iniezioni. Il rimedio erboristico cinese Gan Cao (radice di liquirizia) è quasi sempre utilizzato nei protocolli di riparazione intestinale, sotto forma di decotto o di tintura.

Alcuni indizi che segnalano la necessità di introdurre enzimi digestivi sono sintomi di natura gastro-intestinale come il reflusso acido, frequenti eruttazioni, muco nelle feci e sensazione di pesantezza allo stomaco diverse ore dopo aver consumato il pasto. Se per un certo periodo (mesi o anni) avete seguito una dieta vegetariana o vegana, e decidete di tornare a mangiare carne, dovrete reintrodurre pepsina e acido cloridrico: l’organismo infatti smette di produrre gli enzimi digestivi che digeriscono le proteine se la dieta dell’individuo è ipo-proteica, come nel caso di uno stile alimentare vegano/fruttariano. Questo è il motivo per cui chi è stato vegetariano per molto tempo può addirittura sentirsi molto male se mangia carne.

Come si fa dunque a sapere quali nutrienti vanno reintrodotti e in che quantità? I segnali di carenze nutrizionali sono molto vari, dalla perdita di colore dei capelli all’accumulo di grasso addominale, cefalee, astenia. Esistono molti test funzionali di laboratorio per dare una risposta a questa domanda, ma il più completo è il NutrEval Test di Genova Diagnostics: richiede la raccolta di un campione di sangue e un campione di urine e rivela se ci sono effettivamente malassorbimento e disbiosi, dà informazioni sul metabolismo dei neurotrasmettitori, sull’energia cellulare e il metabolismo dei mitocondri, sull’equilibrio degli acidi grassi, l’esposizione alle tossine, carenze vitaminiche ed eventuale necessità di disintossicazione. Se vi siete mai domandati se state assumendo sufficienti quantità di acidi grassi omega 3, se avete bisogno di un’integrazione di coenzima Q10, se dovete disintossicarvi, o se il multivitaminico che state assumendo è veramente efficace, questo test può darvi queste risposte e soddisfare altre curiosità. Il test è particolarmente indicato per persone che soffrono di astenia cronica, fibromialgia, morbo di Parkinson, Alzheimer, autismo, malattie infiammatorie intestinali (Crohn, colite ulcerosa) e sintomatologie che non rispondono alle cure tradizionali. I risultati possono essere sorprendenti e migliorare notevolmente la qualità di vita.

Tuttavia voglio avvisare che questo tipo di spesa non è coperto dalla maggior parte delle compagnie assicurative ed il costo è equiparabile al pagare di tasca propria le cure odontoiatriche. Finché le compagnie assicurative non realizzeranno che testare i biomarkers metabolici e nutrizionali con metodologie simili al NutrEval può prevenire ingenti spese mediche future dovute alla prescrizione di farmaci, alla chirurgia e ai ricoveri ospedalieri, questo tipo di indagine può essere accessibile solo a coloro che possono permetterselo.

Nonostante questo, molte persone sono disposte a investire il proprio denaro per test di medicina funzionale di alta qualità: io consiglio di sottoporsi a questo tipo di indagini una volta all’anno, se l’obiettivo è mantenere un livello ottimale di salute.

Ricordatevi inoltre che la fase “rimpiazzare” del protocollo per curare la permeabilità intestinale comprende altri aspetti oltre al discorso nutrizionale. Nei prossimi articoli si parlerà di come pratiche quali Qi Gong, meditazione, attività fisica, agopuntura e moxibustione sono risultate clinicamente efficaci per aiutare a guarire la permeabilità intestinale. Se avete escluso queste discipline dal vostro “programma benessere”, è tempo di farle rientrare!

Per leggere il primo articolo di questa serie sulla permeabilità intestinale, cliccare il seguente linkhttp://studioyume.it/2017/05/11/leaky-gut-cosa-si-tratta/

Per leggere il secondo articolo: http://studioyume.it/2017/06/23/la-pearmibilita-intestinale-medicina-tradizionale-cinese/

Per leggere il terzo articolo: http://studioyume.it/2017/07/05/guarire-la-permeabilita-intestinale-primo-passo/

Per leggere il quarto articolo: http://studioyume.it/2017/07/17/un-approccio-alimentare-ai-disturbi-del-comportamento-la-dieta-feingold/

Per leggere il quinto articolo: http://studioyume.it/2017/07/26/qualcuno-ricorda-cose-vero-cibo/

Per leggere il sesto articolo: http://studioyume.it/2017/08/02/protocollo-autoimmune-paleo-la-permeabilita-intestinale-ostinata/

Chiara Lancerin
Chiara Lancerin