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Fase 3 "Reinoculare" ovvero la terapia probiotica - Studio Yume
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Fase 3 “Reinoculare” ovvero la terapia probiotica

Fase 3 “Reinoculare” ovvero la terapia probiotica

Ottavo articolo della serie di approfondimenti sulla disbiosi intestinale. Nella nostra ricerca, abbiamo apprezzato i contenuti del sito iyashiwellness.com e ne proponiamo una traduzione integrale.

Siamo arrivati all’ottavo articolo di questa serie dedicata alla sindrome da iper-permeabilità intestinale, e abbiamo appreso diversi concetti. Se non avete letto gli articoli precedenti, tornate indietro e leggeteli in ordine [link in calce a questo articolo ⬇︎ n.d.t.]. Per curare la permeabilità intestinale (e comprenderne la sintomatologia) bisogna attraversare una specifica sequenza di passaggi, e ciò non va fatto alla leggera. In questo articolo si parlerà della fase “REINOCULARE”, conosciuta anche come terapia probiotica: essa può provocare fastidiosi effetti collaterali in individui affetti da disbiosi intestinale grave. Questa è una delle ragioni per cui questa fase non va intrapresa se prima non si sono affrontati i precedenti passaggi.

Potete iniziare la fase di “reinoculazione” se:

  1. avete individuato gli alimenti pro-infiammatori, gli alimenti che provocano una reazione immunitaria e li avete estromessi totalmente dalla vostra alimentazione per 30 giorni;
  2. avete “rimpiazzato” (fase 2) l’intestino con i nutrienti presenti in quantità non ottimale ed enzimi digestivi.

La disbiosi intestinale, ovvero quella situazione di squilibrio della flora batterica che popola l’intestino umano, è frequente in persone affette da diabete di tipo 1 o 2, obesità, depressione, disturbo di attenzione, autismo, colite ulcerosa, morbo di Crohn, malattia autoimmune, astenia cronica: l’intestino è, in questo caso, popolato da uno scarso numero di batteri benefici e da un numero eccessivo di batteri nocivi.

Iniziare improvvisamente l’assunzione di probiotici e di cibi fermentati, continuando ad alimentarsi con pane bianco, cibi OGM e raffinati, e così via può fare comparire spiacevoli effetti indesiderati, come gonfiore addominale, presenza di gas, astenia e confusione mentale. Questo avviene perché i probiotici vanno a nutrire i batteri patogeni che già stanno spopolando nell’intestino. Serve prima praticare una dieta di eliminazione. Quattro settimane, o 30 giorni circa, di dieta di eliminazione sono un periodo di tempo sufficiente per fare in modo che questi batteri patogeni muoiano un po’ alla volta. Solo a questo punto si possono iniziare ad integrare nella dieta supplementi probiotici e alimenti fermentati come:

  • kimchi (piatto tradizionale coreano fatto di verdure fermentate con spezie)
  • crauti (foglie del cavolo cappuccio tagliate a strisce sottili, disposte a strati, con sale, pepe e aromi, in fusti di legno, e poi lasciate fermentare)
  • kefir (bevanda ricca di fermenti lattici ottenuta dalla fermentazione del latte)
  • kombucha (tè addolcito e fermentato con una massa solida macroscopica chiamata “coltura di kombucha”)
  • kvass (bevanda tipica russa e ucraina fermentata, poco alcolica, frutto della naturale fermentazione di un qualsiasi vegetale)
  • miso (condimento derivato dai semi della soia gialla, di origine giapponese, cui spesso vengono aggiunti cereali come orzo o riso, segale, grano saraceno o miglio).

[tra parentesi, definizioni dei vari prodotti provenienti da Wikipedia, n.d.t.]

Consiglio di introdurre nella propria alimentazione un cibo fermentato ogni 3-4 giorni. Per esempio, il primo giorno potete assumere un cucchiaino di kimchi, il secondo giorno due cucchiaini, il terzo giorno quattro; monitorare che non compaiano effetti collaterali come gas, gonfiore addominale, confusione mentale, astenia. Saltate un giorno, oppure diminuite la quantità dell’alimento fermentato fino a che i sintomi regrediscono. Al quarto o quinto giorno, provate ad assumere 100 g di kombucha; il giorno dopo provate con 200 g, il giorno successivo con 250 g e poi ancora con 400 g. Introducete un alimento fermentato alla volta, aumentandone gradualmente il dosaggio, e fate attenzione alla comparsa di effetti collaterali. Se siete sulla giusta strada, dovreste iniziare a sentirvi meglio mano a mano che aggiungere cibi fermentati nella vostra alimentazione, e siete in grado di tollerarli.

Molte persone riferiscono di sentire una marcia in più a livello di energia e di umore, ma anche di aver ottenuto una bellissima pelle e una digestione a prova di sassi.

[L’articolo prosegue con la ricetta per realizzare il kimchi fatto i casa, potete leggerla in lingua originale all’indirizzo: http://iyashiwellness.com/discoveriyashi/2015/9/2/reinoculation-healing-leaky-gut ).

Per leggere il primo articolo di questa serie sulla permeabilità intestinale, cliccare il seguente linkhttp://studioyume.it/2017/05/11/leaky-gut-cosa-si-tratta/

Per leggere il secondo articolo: http://studioyume.it/2017/06/23/la-pearmibilita-intestinale-medicina-tradizionale-cinese/

Per leggere il terzo articolo: http://studioyume.it/2017/07/05/guarire-la-permeabilita-intestinale-primo-passo/

Per leggere il quarto articolo: http://studioyume.it/2017/07/17/un-approccio-alimentare-ai-disturbi-del-comportamento-la-dieta-feingold/

Per leggere il quinto articolo: http://studioyume.it/2017/07/26/qualcuno-ricorda-cose-vero-cibo/

Per leggere il sesto articolo: http://studioyume.it/2017/08/02/protocollo-autoimmune-paleo-la-permeabilita-intestinale-ostinata/

Per leggere il settimo articolo: http://studioyume.it/2017/08/09/enzimi-aminoacidi-vitamine-sali-minerali-erbe-cinesi-la-fase-rimpiazzare/

Chiara Lancerin
Chiara Lancerin