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Pilates: tre principi fondamentali - Studio Yume
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Pilates: tre principi fondamentali

Pilates: tre principi fondamentali

Return to Life through Contrology inizia così: “La forma fisica è il primo requisito necessario per la felicità”. Un’affermazione audace che potrebbe sembrare discriminante, ma il libro spiega quasi subito che Joseph Pilates riconosceva in ogni persona capacità differenti. Ciò che intendeva dire con la sua affermazione iniziale è che mente e corpo sono indissolubilmente legati, al punto da influenzarsi a vicenda. Egli ribadisce costantemente questa sua premessa, sia negli scritti che nell’insegnamento, ripetendo che la condizione fisica non è collegata soltanto alla felicità, ma anche a molti altri stati psicologici (positivi o negativi, in base alla condizione in cui si trova il corpo), quali relax, piacere, ansia o depressione. Pilates sosteneva che risvegliando migliaia di cellule muscolari dormienti si possono risvegliare anche le cellule dormienti del cervello. In tal modo il corpo stimola il funzionamento della mente: in pratica sono i muscoli a costruire il cervello.

Nonostante l’enorme portata, la complessità e il raggio d’azione di questo metodo, tre temi – che chiameremo principi fondamentali – rimangono costanti e rappresentano le linee guida che ci aiuteranno nel nostro cammino di esplorazione nel mondo del Pilates, cammino che dura tutta una vita. […]

1. Coordinare corpo, mente e spirito in maniera totale.

Questo obiettivo rappresenta la forza trainante  del metodo: in ogni esercizio ritroviamo l’equilibrio del corpo, della mente e dello spirito. Il raggiungimento di questo equilibrio, secondo quanto scrive Pilates in Return to Life through Contrology, “garantisce una postura perfetta“. Se non si adotta questo principio e non lo si mette in pratica, il corpo manca della sua forza vitale. Sebbene la relazione tra corpo, mente e spirito sia un costante stato di flusso, queste componenti sono sempre presenti nell’arco della vita. Praticando il Pilates prendiamo coscienza della loro relazione. La ricerca dell’equilibrio dura tutta una vita.

2. Raggiungere il naturale ritmo interiore relativo a tutte le attività del subconscio.

Il livello più alto di apprendimento motorio può essere raggiunto quando una determinata azione viene praticata a tal punto da entrare nella sfera del subconscio. Questo non vuol dire che non ci concentriamo o che non ne siamo consapevoli; al contrario, quando il movimento viene impresso nella memoria dei nostri muscoli, possiamo dedicarci a metterlo a punto invece di concentrarci soltanto sull’azione in se stessa. La padronanza non si raggiunge in breve tempo, ma è il risultato di un allenamento costante che si protrae a volte per anni. Nel suo libro Fuoriclasse. Storia naturale del successo (titolo originale inglese The Outliers), Malcom Gladwell descrive il “principio delle 10.000 ore”, secondo il quale una persona ha bisogno di molte ore di pratica per diventare esperto in un’attività, qualunque sia l’attività. Tale pratica richiede disciplina e impegno a tutti i livelli, tanto quanto pazienza e resistenza. Questo è il tipo di impegno da dedicare al Pilates che conduce alla padronanza del sistema e, infine, al benessere. Come Pilates scrisse in Return to Life through Contrology, “Una volta eseguiti correttamente e acquisiti fino a diventare reazioni del subconscio, questi esercizi porteranno grazia ed equilibrio nelle vostre attività di routine”.

3. Applicare le leggi naturali della vita al quotidiano.

Pilates amava profondamente la natura e il regno animale. Spesso nei suoi testi si trovano riferimenti alla grazia e all’efficienza dei movimenti degli animali che considerava molto più evoluti dal punto di vista del movimento e dello sviluppo muscolare rispetto agli uomini. Molti dei mali e dei disturbi dell’uomo moderno derivano da un allontanamento dalle leggi naturali della vita. Ore trascorse davanti al computer o alla televisione, cibo (spesso dannoso) in eccesso rispetto al fabbisogno, auto e poco moto sono alcuni dei cambiamenti nello stile di vita verificatisi nel corso degli ultimi decenni. In Your Health, Pilates scrive “Nella corsa al progresso e alla perfezione materiale, l’uomo ha perso di vista la più complessa e meravigliosa di tutte le creature: se stesso!”. Si può imparare moltissimo dall’osservazione degli animali; i loro movimenti, il loro istinto e le loro abitudini. Io stesso ho imparato molto dall’osservazione di Shiloh, il mio piccolo Jack Russell Terrier. Allunga la colonna centinaia di volte in una giornata, di solito facendo quello che i cultori del Pilates chiamano “Up Stretch” (nel linguaggio dello yoga si chiama “Down Dog” [il cane a testa in giù]) e sa assolutamente come rilassarsi, nonostante il suo carattere molto vivace.

Fonte: Rael Isacowitz, Manuale tecnico del Pilates seconda edizione, Calzetti Mariucci Editori

Chiara LancerinChiara Lancerin
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