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L'energia nella visione delle discipline olistiche - StudioYume.it
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L’Energia non è magia.

L’Energia non è magia.

L’Energia non è magia.

Ho preso in prestito il titolo del libro “L’energia non è magia“,  di Alessia Filippa, perchè esprime un concetto fondamentale per chi lavora nelle discipline olistiche e bio-naturali.

Quando si sente parlare di “energia” riferito all’essere umano, a volte si pensa ad ambiti metafisici, filosofici oppure la parola stessa viene usata a casaccio per spiegare l’inspiegabile.

Confusioni ed imprecisioni legate a questo argomento, spesso, sono conseguenza di uno scorretto uso dei termini, o dell’ignorarne il significato originale.

Cercherò, quindi, di fare un po’ di chiarezza su alcuni concetti legati all’energia, specialmente per ciò che riguarda l’essere umano.

Cos’è l’energia?

Prova a rispondere a questa domanda. Non è così immediato, specie se ci si fa influenzare da definizioni poco precise.

Domanda un po’ più complessa: conosci l’etimologia della parola energia?

E’ una parola che origina dal greco ἐνέργεια (enérgeia), a sua volta composta da εν (en), che si traduce “in”, e έργον (érgon), parola che in origine aveva il significato di “tessitura” (così come l’ebraico ereg) e si riferisce in generale ai lavori meccanici in cui diversi elementi vengono composti per dare un corpo ad un oggetto. Energia, quindi, è quel qualcosa che “permette” a un insieme di parti diverse di essere coese in qualcosa di nuovo.

Interessante, non trovi?

In fisica la definizione usata per l’energia è : “capacità di un corpo o di un sistema di compiere lavoro”.

In un testo ho trovato anche “capacità che ha un sistema di far accadere qualcosa”, che direi essere perfetta.

Questa definizione richiama alla “potenzialità” (l’energia c’è sia che il lavoro sia svolto, che no) e alla parte “cinetica” (il lavoro avviene con lo spostamento di un oggetto attraverso una forza) e quindi alla trasformazione del sistema o del corpo in questione.

L’energia e l’essere umano

Ognuno di noi, nel corso della vita, sperimenta momenti in cui si sente più energico e altri in cui lo è meno.

Spesso questa “disponibilità” energetica è di facile comprensione: al mattino, dopo il riposo del sonno, hai maggiore energia che alla sera, dopo le fatiche della giornata.
A volte, però, capita il contrario: ti alzi al mattino che ti senti come uno zombie e alla sera, che dovresti andare a dormire e riposare, di prendere sonno non se ne parla.

A questo punto, parlare di energia del corpo, è qualcosa sperimentabile e comprensibile da tutti.

Anche la fisiologia ci parla di energia: sostanze nutritive, calorie, ATP…
Quindi che ci sia una attività energetica nel nostro corpo è indubbio.

Lavorare sulla nostra energia, abbiamo inteso, significa  conservare il meglio possibile quella “capacità di svolgere un lavoro/funzione”.

L’equilibrio energetico

In stato di equilibrio energetico, tutte le parti del “sistema uomo” funzioneranno a dovere, quindi, se prendiamo lo stomaco, per esempio, quest’organo avrà a disposizione tutta la sua naturale capacità a fare il su

o lavoro: digerire il cibo.

Se, per una qualsiasi r

agione, l’energia (la capacità di fare il lavoro) riservata allo stomaco è alterata, esso mal svolgerà la sua funzione, e avremo varie manifestazioni sintomatiche di questa alterazione.

Tutte le discipline che si occupano di riequilibrio energetico hanno come obbiettivo riequilibrare queste alterazioni, facendo “rifluire” l’energia secondo l’equilibrio naturale.

Le modalità con cui

si creano queste alterazioni sono molteplici. Volendo riprendere l’esempio di prima, lo stomaco, la cui funzione è digerire il cibo, potrebbe essere impegnato a “digerire” una situazione sgradevole (quindi un aspetto emozionale) e non avere più energia per digerire il cibo.

Oltre ad un aspetto “circolatorio” dell’energia, è bene tener conto dell’aspetto “quantitativo”.
Ognuno di noi ha una sorta di “energia di costituzione”, che abbiamo al momento della nascita, che va preservata, pena la fine della vita.

Per evitare gli sprechi di energia costituzionale è importante una vita che ci permetta un equilibrio su tutti i piani dell’esistenza umana: da quelli più materiali a quelli più sottili.

Fin dall’antichità si sono sviluppati sistemi e metodologie per il mantenimento dell’equilibrio energetico. Dalle pratiche alimentari, come certe diete o l’utilizzo del digiuno, passando per pratiche fisiche, come lo Yoga o il Qì Gōng, e stimolatorie, come la digitopressione, l’agopuntura o la moxibustione.

Soprattutto in oriente si sono studiate e mantenute queste pratiche, che anche la cultura occidentale ha accolto come complemento alle pratiche per la salute.

 La medicina tradizionale cinese

Tra i vari sistemi per il mantenimento dell’equilibrio energetico, uno tra i più completi e usati è quello che si basa sulla cosiddetta Medicina Tradizionale Cinese.

In questo sistema, i concetti di Energia, Energia Vitale ed Energia Psichica sono descritti dai concetti Qi, Jing e Shen. Che sono definiti “i tre tesori”.

La parola della tradizione cinese “Qi” ( 氣), che generalmente è tradotta con “energia”, ha, come significato originario, “soffio, respiro”. Questo “soffio” è quel “vapore”(气) che sale dalla ciotola di riso 米 cotto.
Questa rappresentazione ricorda il movimento dell’energia, che è in continua trasformazione.
E’ ciò che permette a ogni cosa di mantenere la sua forma.

Il termine “Jing” 精 è spesso tradotto con “essenza”, ma ha anche altri significati : ”energia”, “spirito”, “soffio”. Esprime il chicco di riso 米 ancora da cuocere, la riserva di energia. E’ una sorta di “batteria” costituzionale, esaurita la quale la vita nel corpo si esaurisce.

Il termine “Shen” 神, si traduce con “spirito”, “soffio”, ”coscienza”, “dio” nel senso di ciò che “indirizza”
l’energia. Spesso è utilizzato per intendere la Psychè (modo di pensare).

Mantenere e ripristinare l’equilibrio energetico

Uno stile di vita sano ed equilibrato è un elemento fondamentale per mantenere e ripristinare l’equilibrio energetico.

Quando c’è uno squilibrio energetico importante, o perpetrato a lungo, il corpo risponde con segnali fisici, per poi ammalarsi.

Per ripristinare l’equilibrio energetico prima che insorga una malattia, o in supporto ad una situazione già patologica, è utile avvalersi di professionisti che ti aiutino. L’importante è non improvvisare.

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Massimo ConteMassimo Conte
Massimo Conte