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Disturbo da astinenza da caffeina: è il tuo caso? - Studio Yume
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Disturbo da astinenza da caffeina: è il tuo caso?

Disturbo da astinenza da caffeina: è il tuo caso?

Se questa mattina non hai bevuto la tua solita tazzina di caffè e adesso ti ritrovi in presa ad un bel mal di testa e fatichi a concentrarti, potete dare la colpa al Disturbo da astinenza da caffeina.

In genere, maggiore è il consumo giornaliero di caffeina, maggiore sarà l’intensità dei sintomi da astinenza dalla sostanza, ma è anche vero che una sola tazzina al giorno può portare alla stessa dipendenza: lo rivela uno studio della Johns Opkins University, dopo aver scandagliato 170 anni di ricerche sul tema “astinenza da caffeina”.

Grazie a questo studio, è possibile che il Disturbo da astinenza da caffeina trovi posto nella prossima edizione del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, uno dei sistemi nosografici per i disturbi mentali o psicopatologici più utilizzato da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo, sia nella pratica clinica che nell’ambito della ricerca) e la diagnosi venga inclusa nella classificazione ICD (The International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems) del WHO (World Health Organization).

“La caffeina rappresenta lo stimolante più utilizzato al mondo, è economico e facile da reperire, perciò la gente tende ad abituarsi al suo consumo con una certa facilità”, afferma Roland Griffiths, medico e professore emerito in Psichiatria e Neuroscienze presso la Johns Hopkins University. “Le ultime ricerche, tuttavia, rivelano che qualora una persona non assumesse la dose abituale di caffeina, potrebbe incorrere nella tipica sintomatologia da astinenza che comprende cefalea, astenia e difficoltà di concentrazione. Potrebbe addirittura avvertire i sintomi tipici da influenza, come nausea e dolori muscolari”.

Il professor Griffiths e la collega dott.ssa Laura Juliano dell’American University hanno pubblicato le loro scoperte nel numero di Ottobre 2004 della rivista scientifica Psychopharmacology.

“Nonostante più di un secolo e mezzo di ricerche sull’astinenza da caffeina, non si era ancora riusciti ad identificare una quadro di riferimento avvalorato da solide basi scientifiche per diagnosticare tale sindrome”, continua Griffiths. “Il nostro scopo è stato quello di intraprendere una revisione critica della letteratura scientifica riguardante l’astinenza da caffeina per validarne la sintomatologia e determinare con quale frequenza essa produca disturbi clinicamente significativi”.

Lo studio

Nella loro revisione di letteratura, i ricercatori hanno identificato 57 studi sperimentali e 9 studi basati su interviste personali, valutando la validità del metodo adottato dallo studio e del risultato conseguito.

Sono state identificate 5 manifestazioni tipiche diella sintomatologia: cefalea; astenia e sonnolenza; disforia (alterazione dell’umore in senso depressivo, accompagnata da irritabilità e nervosismo); difficoltà di concentrazione; sintomi influenzali come nausea, vomito, dolore o rigidità muscolare.

Negli studi sperimentali, il 50% della popolazione ha riferito la comparsa di cefalea; il 13% ha riportato disturbi clinicamente significativi o deficit funzionali, ad esempio forti emicranie o altri disagi che hanno impossibilitato l’attività lavorativa.

La comparsa dei sintomi compare generalmente tra le 12 e le 24 ore dopo aver cessato l’assunzione di caffeina, con un picco di intensità tra il primo e il secondo giorno, e con una durata tra i 2 e i 9 giorni.

In genere, la frequenza e l’intensità dei sintomi sono maggiori quanto maggiore è la quantità di caffeina assunta quotidianamente; tuttavia anche assumerne una dose bassissima, come 100 mg di caffeina al giorno, o una tazzina al giorno, può scatenare la sintomatologia descritta.

La ricerca dimostra inoltre che l’assunzione quotidiana di caffeina è motivata anche dal voler evitare la comparsa dei segni tipici da astinenza. Per esempio, la sensazione di benessere e appagamento che si sperimenta al mattino quando si sorseggia la propria tazzina di caffè, è in realtà un ribaltamento dell’effetto negativo indotto dall’astinenza da caffeina avvenuto durante il riposo notturno.

Come uscirne?

Ma c’è una buona notizia per quanti desiderano liberarsi dalla dipendenza da caffeina: un approccio semplice e graduale può, il più delle volte, eliminare quel bisogno di “tirarsi su” senza per forza subire i più gravi sintomi da astinenza.

“Noi suggeriamo un metodo, che consiste nel ridurre gradualmente l’assunzione di caffeina in un certo periodo di tempo sostituendo i prodotti contenenti caffeina con prodotti decaffeinati. Questo accorgimento permette di ridurre o addirittura eliminare i sintomi da astinenza”, conclide Griffiths.

Secondo la ricerca che ha dato lo spunto a questo articolo, la caffeina rappresenta la “droga” più diffusa al mondo con effetti sul comportamento umano. Nel Nord America, l’80-90% della popolazione adulta riferisce di fare uso regolare di caffeina. Il consumo medio giornaliero negli USA si aggira intorno ai 280 mg, oppure a due tazze di caffè da 250 ml, o ancora dalle 3 alle 5 bottiglie di bibite; in alcune regioni d’Europa si stima che il consumo sia ancora maggiore. Negli USA, caffè e bibite rappresentano la fonte di caffeina più tipica, e la metà dei consumatori assume da più fonti, tra cui il the.

Questo dunque racconta lo studio di Griffith e Juliano, ma diamo ancora qualche informazione sull’argomento.

La dose di caffeina giornaliera da non superare è la segente:

Uomini e donne con età maggiore di 19 anni: <400 mg/die

Donne in gravidanza o allattamento: <300 mg/die

Quanta caffeina c’è in una tazza mug (250 mL)

Brewed coffee: 100-150mg

Instant coffee: 75-105mg

Iced coffee: 60-80mg

Decaffeinato: 3-15mg (ce n’è lo stesso un po’!)

Cappuccino/latte: 45-75mg

Black tea: 45-80mg

Green/oolong/white tea: 25-45mg

Energy drink: 80-100mg

Altre misure:

Espresso, 1 oz (30mL): 65-90mg,

Cola, 1 can (355mL): 30mg

Dark chocolate, 1 bar (40g): 27,g

Starbucks:

+ a tall (350mL) coffee can contain 140-210mg

+ a grande (470 mL) coffee can contain 200-285mg

+ a venti (590 mL) coffee can contain 240-355mg

State cercando di ridurre o eliminare il caffè?

Se avete l’impressione di essere diventati troppo dipendenti dalla caffeina, e volete porre rimedio diminuendo o eliminando completamente la sostanza dalla vostra vita, ecco alcuni suggerimenti per facilitare l’impresa:

  • Gradualità: la sintomatologia da astinenza da caffeina è una conseguenza che si manifesta anche in coloro che assumono una sola tazzina al giorno.
  • Priorità: come visto sopra, la caffeina non è presente solo nel caffè, è quindi necessario scegliere da quale categoria iniziare la diminuzione, come ad esempio le bevande stimolanti.
  • Mezzo e mezzo: provate a mescolare nella moka il caffè “vero” con quello decaffeinato. Potete iniziare con un 80% del primo e un 20% del secondo, per poi passare a un 50-50%, e così via fino a raggiungere il rapporto che più vi soddisfa.
  • Bevande vegetali: preferite caffè con aggiunta di bevande vegetali, i cosiddetti “latte di…”. In questo modo almeno aggiungerete alla bevanda dei nutrienti extra, e la quantità di caffeina potrebbe essere minore.
  • Tempo di infusione: più a lungo lasciate in infusione caffè o the, più caffeina verrà estratta. Perciò se volete una bevanda più leggera, diminuite il tempo di infusione.
  • Acqua: a volte la sensazione di fatica e ottundimento può essere semplicemente un segnale di disidratazione. Prima di prendere un altro caffè, dunque, provate a bere un bel bicchiere colmo di acqua e sentite come va.

Fonti:

https://www.hopkinsmedicine.org/Press_releases/2004/09_29_04.html

https://www.pickuplimes.com/single-post/2017/10/22/COFFEE-The-strengths-and-weaknesses-of-this-caffeinated-beverage

Chiara LancerinChiara Lancerin
Chiara Lancerin