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Morso di zecca, cosa fare e cosa non fare - Studio Yume
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Morso di zecca, cosa fare e cosa non fare

Morso di zecca, cosa fare e cosa non fare

Il morso di zecca è un avvenimento comune, soprattutto in estate e in luoghi di campagna o montagna. Una volta che ci si accorge della presenza di questo particolare aracnide è bene seguire una serie di accorgimenti ed evitare rimedi “fai da te”. Va tenuto inoltre in considerazione il fatto che alcune patologie trasmissibili dalla zecca possono presentarsi anche a distanza di tempo dal morso.

Cos’è e quali sono le conseguenze del morso di zecca

La zecca (Ixodida) è un minuscolo parassita le cui dimensioni vanno da qualche millimetro negli stadi giovanili fino a un centimetro nello stadio adulto.

Sono parassiti ematofagi di molti animali e dell’uomo, e le specie più note sono la zecca del bosco (Ixodes ricinus) e la zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus). La puntura di zecca può essere un’evenienza comune in quanto l’habitat di questi parassiti comprende numerosi ambienti frequentati abitualmente dall’uomo come giardini, cespugli ed ambienti boschivi.

Di per sé, il morso di zecca non crea pericoli per la salute umana, se non un leggero fastidio in sede del morso. Ciò che potrebbe rivelarsi problematica è tuttavia l’eventuale infezione che potrebbe sorgere nel sito nel caso in cui la cute non venga disinfettata in maniera idonea.

Le patologie che possono seguire un morso di zecca vanno dalle infezioni locali (più o meno gravi) all’encefalite da zecca, la rickettiosi, la tularemia e la Malattia di Lyme.

Inoltre, essendo le zecche a contatto continuo col terreno, può esserci la possibilità che attraverso il loro morso veicolino nell’organismo le spore del tetano.

Una volta che la zecca ha inserito il suo rostro nella cute, la sua caratteristica è quella di approfondirlo sempre più nel sottocute man mano che passa il tempo.

Proprio per questo motivo la zecca andrebbe rimossa il più precocemente possibile, in quanto con lo scorrere del tempo l’estrazione può risultare pericolosa e difficoltosa.

In riferimento a questa procedura è necessario e consigliato affidarsi al personale sanitario esperto presente in Pronto Soccorso o presso la Continuità Assistenziale, in quanto le manovre “fai da te” possono risultare pericolose e comportare seri problemi.

Puntura di zecca, cosa non fare

Ad esempio, sebbene possa essere istintivo, la zecca non va mai schiacciata, in quanto con questa manovra si potrebbero inoculare i batteri contenuti nello stomaco della zecca nella cute della persona morsa.

Se si procede invece a strappare la zecca dalla cute, questa manovra potrebbe far rimanere il rostro inserito, il quale dovrà essere rimosso con un ago sterile o mediante una piccola incisione cutanea effettuata con un bisturi aumentando il fastidio e il rischio di infezioni.

Ulteriori azioni da evitare sono quelle di bruciare il parassita quando ancora ancorato alla cuteoppure ucciderlo con ferri caldi o mediante l’utilizzo di alcol e/o ammoniaca: tutte queste azioni, difatti, possono concretamente aumentare il rischio di contaminazione e infezione dovuta al rigurgito della zecca in seguito alla sua uccisione traumatica.

Per quanto riguarda il personale sanitario che procederà alla rimozione della zecca, è bene sottolineare come questa procedura debba essere fatta attraverso l’utilizzo di apposite pinzette: staccare la zecca direttamente con le dita, difatti, potrebbe far restare dei suoi residui sulla pelle del professionista.

Come togliere una zecca

La procedura per togliere una zecca dalla cute è semplice, ma necessita di mani esperte e appositi strumenti.

Per questo motivo deve essere effettuata dal personale sanitario e devono essere evitate tutte le manovre e rimedi “fai da te”.

Rimozione corretta di una zecca
  1. Tramite una pinzetta, afferrare la zecca nel punto più vicino alla cute per evitare la rottura dell’apparato boccale. Non afferrare la zecca per il corpo per evitare il rigurgito o di spezzare il parassita
  2. Estrarre il parassita afferrandolo il più possibile vicino alla superficie della pelle, rimuovendolo tirando dolcemente e cercando di imprimere un movimento rotatorio. I movimenti devono essere delicati, ma allo stesso tempo decisi
  3. Durante la rimozione va evitato di schiacciare il corpo della zecca in quanto il rigurgito che ne consegue aumenta la possibilità di trasmissione di agenti patogeni pericolosi
  4. Se il rostro dovesse rompersi, si noterà un puntino nero al centro del sito del morso. In questo caso andrà estratto aiutandosi con la punta di un ago sterile oppure operando una piccola incisione in campo sterile con un bisturi
  5. Disinfettare la cute evitando disinfettanti colorati in modo tale da poter monitorare sin da subito la comparsa di segni di infezione o infiammazione
  6. Se non coperto, somministrare al paziente la profilassi antitetanica.

Una volta rimossa la zecca è bene tenere controllata la zona del morso per 30-40 giorni.

Eritema migrante

Mentre la formazione di una crosticina rossa pruriginosa è il decorso normale della puntura, se si dovesse presentare un alone “a bersaglio”, detto eritema migrante, esso è caratteristico della Malattia di Lyme e di altre possibili patologie.

Inoltre va contattato un medico se dovessero comparire sintomi quali cefalea non abituale, artrite acuta, sintomatologie neurologiche o un malessere simil influenzale non altrimenti giustificato.

Non vanno assunti farmaci di propria iniziativa, ma la terapia antibiotica dovrà essere assunta solamente in seguito a prescrizione medica.

Infine, se non coperti, è necessario sottoporsi alla vaccinazione antitetanica, in quanto la zecca può essere veicolo di questa patologia mortale.

Come prevenire la puntura di zecca

  • Indossare abiti di colore chiaro, in modo da identificare al meglio le zecche
  • Utilizzare un abbigliamento con maniche e pantaloni lunghi
  • Indossare calzature alte e chiuse alle caviglie
  • Camminare al centro dei sentieri, evitando il contatto diretto con la vegetazione
  • Al ritorno da un’escursione procedere ad un’accurata ispezione di tutto il corpo con l’aiuto di un’altra persona, senza trascurare il cuoio capelluto.

Fonte: https://www.nurse24.it/dossier/salute/zecca-come-toglierla-cosa-fare.html

Chiara LancerinChiara Lancerin
Chiara Lancerin