La nutraceutica nel trattamento di obesità e sovrappeso


La nutraceutica nel trattamento di obesità e sovrappeso

Nutraceutico è un vocabolo utilizzato per la prima volta nel 1989 negli Stati Uniti, originato dalla fusione dei termini anglosassoni nutrition e pharmaceuticals e utilizzato per indicare genericamente alimenti o parti di alimenti in grado di offrire effetti benefici sulla salute.

Valutare l’efficacia clinica dei nutraceutici, noti anche come integratori alimentari, è estremamente difficile poiché la regolamentazione di questi prodotti non richiede dimostrazione di efficacia; ciò li ha resi ampiamente disponibili come prodotti da banco e quindi facilmente accessibili alla popolazione generale.

Nel 2015 i nutraceutici costituivano una quota variabile fra il 15 e il 35% del fatturato delle farmacie, oltre ad una quota paragonabile nella grande distribuzione e nelle parafarmacie e quelli pubblicizzati come efficaci nella perdita e controllo del peso corporeo, costituivano circa il 4% di un mercato da 2.5 miliardi di euro/anno.

piatto integratori

La nutraceutica in Italia

La popolazione italiana fa largo uso di nutraceutici per curare varie patologie, spesso auto-prescritti e senza controllo medico, sia per l’assunzione che per il monitoraggio; il ricorso all’automedicazione, favorito da pubblicità non scientificamente rigorose, può comportare spese ingiustificate, potenziali danni alla salute e, soprattutto, ritardi nella corretta impostazione di terapie efficaci.

Negli Stati Uniti il mercato degli integratori per la perdita di peso è basato in buona parte su prodotti acquistati via web senza controllo né limitazioni di dose e un recente studio ha riportato più di 23.000 visite al pronto soccorso a causa di eventi avversi correlati ad integratori alimentari, in un quarto dei casi, utilizzati per la perdita di peso.

In Italia, per la loro immissione in commercio è obbligatorio notificare l’etichetta del prodotto al Ministero della Salute che svolge un’attività di controllo e può richiedere documentazione a supporto della sicurezza d’uso del prodotto, delle indicazioni salutistiche attribuite e di qualunque altra informazione o dato ritenuto necessario per una adeguata valutazione; inoltre la produzione di integratori nel nostro Paese, avviene in stabilimenti specificatamente autorizzati dalle Regioni e sotto il controllo di un Responsabile della Qualità.

La sicurezza degli integratori quindi è garantita da precise regole comunitarie e nazionali differenti da quelle statunitensi e ovviamente più rassicuranti; l’autoprescrizione può tuttavia determinare problemi di interazione con eventuali altri farmaci assunti o effetti indesiderati.

L’impiego di nutraceutici ed integratori alimentari nel sovrappeso/obesità può coadiuvare l’adesione alla prescrizione dietetico-comportamentale prescritta, attraverso la stimolazione del metabolismo basale, l’inibizione del senso della fame, l’inibizione/rallentamento di digestione e assorbimento di glucidi e lipidi.

Con gli opportuni accorgimenti, il supporto di una legislazione in via di aggiornamento e la supervisione del medico, i nutraceutici possono svolgere un ruolo sinergico per l’attuazione nel medio-lungo termine di un corretto stile di vita (dieta e attività fisica), che ad oggi rimane comunque sempre la strategia di base per il trattamento del sovrappeso e obesità.

Di seguito proponiamo una breve sintesi relativa agli integratori più studiati ed utilizzati.

 

The verde

Sin dal 1990 il the verde è stato considerato una bevanda in grado di favorire calo ponderale, ma le evidenze non ne hanno dimostrato l’efficacia, se non utilizzando alti dosaggi (EGCG di almeno 800 mg /die pari a circa 15 tazze di thè verde al giorno!).

the verde

In un recente studio randomizzato in doppio cieco, l’assunzione di the verde a dosaggi più contenuti e in associazione a capsaicina e zenzero, per 8 settimane, in donne in sovrappeso, ha avuto effetti benefici su peso, indice di massa corporea, indicatori del metabolismo dell’insulina e livelli plasmatici di GSH.

 

Curcuma

La curcuma estratta dai rizomi di una pianta appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, mostra efficacia in diverse patologie soprattutto per le sue proprietà antiossidanti e come modulatore della risposta infiammatoria; secondo gli studi disponibili potrebbe avere un ruolo, in associazione al programma terapeutico di sovrappeso e obesità, per la buona tolleranza e per i suoi effetti insulino-sensibilizzanti.

Curcuma

Per un utilizzo ottimale della curcuma nell’uomo a scopo terapeutico, dovrà essere migliorata la biodisponibilità sistemica, identificata e ottimizzata la dose e precisato il tempo di trattamento e il tipo di estratto.

 

Zenzero

Della stessa famiglia botanica fa parte anche lo zenzero: una recente metanalisi ha mostrato che è in grado di contribuire alla riduzione del peso corporeo, glicemia a digiuno, resistenza all’insulina, ma non mostra benefici nel ridurre BMI, trigliceridemia e colesterolemia.

 

Fibre solubili

La supplementazione pre-pasto con fibre solubili riduce in modo dose-dipendente il senso della fame e prolunga il senso di sazietà e l’effetto si associa a miglioramento di glicemia ed assetto lipidico. Le fibre più studiate clinicamente sono psillio micronizzato, guar depolimerizzato, pectine, semi di lino oligosaccaridi, glucomannano, fibra di avena, segale e spinaci.

Anche peptidi derivati dal latte sono spesso raccomandati per il controllo del peso per la capacità di allungare la percezione di sazietà; tuttavia, si sa poco sui meccanismi con cui le proteine del siero del latte e i suoi componenti promuovano la sazietà e la perdita di peso e ad oggi non ci sono dati sufficienti per una uniformità di dosaggio e per una scelta motivata di una particolare tipologia di peptidi ed aminoacidi.

Va infine sottolineato che l’impiego di sostanze vegetali ad azione diuretica (es.: ortosiphon, ortica, mais, etc.) o lassativa (es.: senna, cascara, boldo ed altre piante ricche in antrachinoni), nonché sostanze ricche in iodio (es.: alghe marine, Fucusvescicolosus), comunemente incluse in integratori multicomponenti finalizzati al controllo ponderale non sono supportati da alcuna evidenza scientifica di efficacia, avendo al contrario potenziali effetti negativi per somministrazioni reiterate sul medio-lungo termine.

 

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Fonte: Sanitanova, Obesità e sovrappeso:come affrontarli. Autore e responsabile scientifico: Dott.ssa C. Laterza, Medico Chirurgo specialista in pediatria, Senior Consultant