Shiatsu per le attività motorie

La storia dello Shiatsu in Italia inizia con lo Shiatsu per le Attività Motorie. Nel 1964 Rudy Palombini, allora massaggiatore della squadra olimpica, arriva a Tokyo per le olimpiadi, scopre lo shiatsu, se ne innamora, e si ferma per frequentare la scuola di Tokujiro Namikoshi, in quello che di lì a poco sarà il Japan Shiatsu College.

E’ quindi forte il legame tra lo shiatsu italiano, lo sport e il movimento.

Già negli anni 60′ la pratica dello shiatsu in affiancamento alla riabilitazione classica si è dimostrato di grande aiuto nella preparazione atletica e nel supporto alla riabilitazione.

La crescita dell’esperienza pratica, la sinergia con la medicina tradizionale cinese, e lo studio degli effetti del trattamento dei punti (tsubo) ha anche sviluppato metodologie moderne molto efficaci.

In Italia, Stefano Tirelli elabora le Tecniche Complementari Sportive, una metodologia in cui lo shiatsu e la medicina cinese si uniscono alla fisioterapia, farmacologia, nutrizione e psicologia per una completa gestione dell’atleta. 

In Giappone il Dr. Mukaino ha sviluppato un sistema, denominato M-Test, che permette di individuare gli tsubo più adatti al trattamento attraverso dei test muscolari, dando uno strumento per un lavoro più preciso.

Sempre in Giappone, lo Japan Shiatsu College ha eseguito studi sull’efficacia dello shiatsu in vari ambiti

 

 

 

I molti anni di pratica hanno mostrato l’efficacia dello shiatsu in questi ambiti:

  •  contratture muscolari
  •  stiramenti muscolari
  •  tendiniti
  •  dolori articolari
  • trattamento post traumatico
  •  preparazione pre gara
  •  recupero dopo prestazione
  •  riassorbimento acido lattico
  • preparazione sedute riabilitative

Lo shiatsu è un valido strumento affiancato alle altre metodologie per la salute e alle pratiche mediche per l’allenamento e la riabilitazione.

si ringraziano le varie fonti per le foto.

 

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